Il governo ha finalmente varato il decreto che sblocca la prima tranche di pagamenti dei debiti dello Stato alle aziende. Era un provvedimento atteso e indifferibile. Ma insufficiente per far ripartire l’economia di un paese ridotto al collasso da decenni di gestione da malaffare dell'economia nazionale e guidatomalissimo, da una classe politica lontana dai cittadini, arrogante e arroccata nel suo castello di privilegi. È una boccata di ossigeno a un malato in coma. È un provvedimento che, da solo, non è in grado di fare recuperare la fiducia nelle istituzioni e nelle possibilità di ripresa del sistema economico. Tanto più che, dietro l'angolo, si profilano lo spettro di una nuova manovra e la certezza di ulteriori provvedimenti destinati a inasprire una pressione fiscale giunta a livelli da record. Se è vero che, in campo economico, la fiducia è la molla del credito e dell'economia di mercato, è anche vero che, sul terreno politico, la fiducia nella affidabilità delle istituzioni è la condizione essenziale per la funzionalità del sistema politico. Gli italiani hanno mostrato nell'ultima tornata elettorale di non avere più fiducia nei loro rappresentanti. Lo hanno fatto togliendo milioni di voti al centro-destra e al centro-sinistra, disertando in massa le urne e premiando una forza politica antisistema. Questa è la nuda verità. La contestazione di ieri al presidente della Camera è una riprova ulteriore del fatto che la rabbia del paese è ormai rivolta contro le istituzioni, a prescindere dalle persone che le incarnano. La situazione è al limite di rottura. La politica non fa nulla, in questo clima da ultimi giorni di Pompei, per riscattarsi agli occhi di un paese esasperato. Lo psicodramma della sinistra è in pieno svolgimento. Il Pd è sull'orlo di una scissione lacerato dalla frattura tra chi vorrebbe rispondere ai richiami della ragionevolezza e intavolare un dialogo per la formazione di un governo e l'individuazione di un capo dello Stato garante degli equilibri politico-parlamentari e chi, invece, persevera in un anti-berlusconismo di maniera destinato a mantenere l'Italia in uno stato di guerra civile strisciante. È uno spettacolo, a dir poco, desolante. Anche perché la strada della ripresa economica deve incrociare, necessariamente, quella della rigenerazione politica.
La fiducia perduta
di Francesco Perfetti Il governo ha finalmente varato il decreto che sblocca la prima tranche di pagamenti dei debiti dello Stato alle aziende. Era un provvedimento atteso e indifferibile. Ma...