Politica

Lega a Pontida con l’incubo scissione

Aria di tempesta nella Lega Nord alla vigilia della grande manifestazione di Pontida, dove domani il popolo del Carroccio tornerà a riunirsi attorno al Capo Umberto Bossi e al nuovo segretario...

Aria di tempesta nella Lega Nord alla vigilia della grande manifestazione di Pontida, dove domani il popolo del Carroccio tornerà a riunirsi attorno al Capo Umberto Bossi e al nuovo segretario federale e governatore lombardo Roberto Maroni. Secondo indiscrezioni, anticipate da «Il Fatto Quotidiano» e confermate in ambienti vicini al Carroccio, il Senatur sarebbe pronto a staccarsi dalla Lega 2.0 del suo successore. L'idea, caldeggiata da almeno una sessantina di esponenti del Carroccio, sarebbe quella dare vita ad un nuovo soggetto politico. Addirittura Bossi e l'ex senatore Giuseppe Loeni sarebbero già andati da un notaio per predisporre lo statuto di quella che inizialmente potrebbe essere un'associazione culturale ma poi potrebbe trasformarsi in un nuovo partito. Circostanza che Leoni ha tenuto a smentire ma che altre voci all'interno del Carroccio hanno definito «più che un'ipotesi». Decisivo, in ogni caso, sarà l'esito di Pontida. L'ultima volta sul prato di Pontida, il 19 giugno del 2011, era apparso uno striscione che chiedeva che Maroni diventasse «presidente del Consiglio subito». Quasi due anni dopo il clima è molto diverso. Militanti ed esponenti di rilievo del Caroccio criticano la linea dell'ex ministro dell'Interno, accusato di spaccare il partito, perdere voti e fare solo demagogia con le sue proposte di trattenere il 75% delle tasse al Nord e di istituire una Macroregione. A non piacere sono state anche le molte minacce di epurazioni ed espulsioni degli ultimi mesi e la composizione delle liste elettorali, che hanno visto penalizzati i militanti più vicini a Bossi e Zaia. Marco Desiderati, unico bossiano presente nel consiglio federale, potrebbe essere una delle prossime vittime. «Per il momento - spiega Desiderati - non ho avuto alcuna telefonata o richiamo formale. Le tensioni all'interno del movimento, però, ci sono. Lo ha esternato anche Bossi quando ha chiesto a Maroni di dimettersi». Desiderati è certo che «se Bossi domenica salirà sul palco di Pontida e dirà "Basta, io me ne vado", a seguirlo non saranno solo 60 esponenti della Lega ma 600» perché «Bossi e la Lega e ovunque vada Bossi li c'è la Lega».

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