Politica

«Crocetta non sa cosa dice. Nel M5S non ci sono dissidenti»

Gaetano Mineo PALERMO Sono solo quindici. Una piccola pattuglia, quella dei deputati M5S al Parlamento siciliano che, finora, appare ben governata dal capogruppo Giancarlo Cancelleri. «Non abbiamo...

PALERMO Sono solo quindici. Una piccola pattuglia, quella dei deputati M5S al Parlamento siciliano che, finora, appare ben governata dal capogruppo Giancarlo Cancelleri. «Non abbiamo scatti in avanti perché ci siamo dati delle direttive che rispettiamo. Più che fare varietà, lavoriamo duro», dice. Il governatore Crocetta afferma che il 30% dei parlamentari 5stelle nazionali dissentono da Grillo e guardano al Pd. «Crocetta può continuare a dirlo, ma è un’affermazione priva di fondamento. Certo, può anche esserci qualche sfumatura da parte di chi non ha ben intuito ancora il progetto del MoVimento e, in questa fase, pressato dai media, si abbandona a qualche dichiarazione... Penso al deputato Currò (ha aperto al Pd, ndr ) che avrà fatto quell’affermazione, credo, in un momento di grande stress. Poi, non lo so. In ogni caso, io non la penso come Tommaso». Cancelleri, è già finito il tanto decantato «modello Sicilia»? «Si è sempre parlato in maniera impropria del "modello Sicilia", pensando che includesse la forza politica di Crocetta. Quindi senza lui, niente "modello Sicilia". Nulla di più sbagliato. Il "modello Sicilia" siamo noi, il M5S. La eco che si è avuta in ambito nazionale nasce dall’esito delle elezioni regionali di ottobre che dava il governo della Sicilia a una persona pur non avendone i numeri. A questo punto, abbiamo sottolineato che siamo equidistanti dalle forze politiche e vogliamo valutare le proposte. Questo, in sostanza, è il "modello Sicilia". Finora, Crocetta non ha avuto bisogno di fare inciuci per avere i nostri voti, in quanto all’Assemblea regionale sono arrivate norme di cui abbiamo apprezzato la bontà». L’altra sera, però, non è andata così. Crocetta ha dovuto ricorrere ai voti dell’opposizione (Pdl, Pid e La Destra) per incassare il varo della legge sulla doppia preferenza di genere. Mentre voi avete votato contro gridando all’inciucio. «Quella di ieri (giovedì, ndr ) non era una buona legge, senza gli opportuni correttivi che noi avevamo proposto. Il doppio voto di genere, senza il centro unificato per lo spoglio, spiana la strada al voto di scambio, proiettando l’isola indietro di parecchi anni». E l’inciucio? «Crocetta, che in bocca ha sempre la parola "rivoluzione", ha agito con lo stampo della vecchia politica. È andato a cercare i voti dove mai avrebbe pensato di andarli a cercare: nel centrodestra. Hanno chiesto la sospensione dei lavori per alcuni minuti utili al centrodestra e al centrosinistra per radunarsi in una stanza, dove probabilmente si sono promessi qualcosa a vicenda, per poi tornare in Aula come agnellini per votare la legge».

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