Politica

Napolitano: "Non stiamo perdendo tempo"

Il capo dello Stato risponde alle polemiche sul gruppo di lavoro dei saggi: "Il periodo giusto è tra otto, dieci giorni"

"Io personalmente non credo" che si stia perdendo tempo. Lo ha detto Giorgio Napolitano rispondendo ad una domanda dei giornalisti, che volevano sapere, dopo le polemiche scaturite dalle dichiarazioni del sindaco di Firenze Matteo Renzi, se davvero il tempo stia scorrendo inutilmente. «Per essere utili, il tempo giusto è tra otto e dieci giorni», ha spiegato ancora il Capo dello Stato, a proposito dei tempi di lavoro dei gruppi dei dieci saggi. Napolitano spiega che «anche attraverso quello che ci hanno detto i due presidenti - l'on. Giorgetti e il sen. Bubbico - e come ho potuto vedere dai resoconti delle due Commissioni, si è lavorato in modo molto dialogante e costruttivo. Quindi, spero di aver chiarito così anche la questione della durata temporale dei gruppi di lavoro. Essa è segnata intanto dal fatto che sono gruppi che ho preso l'iniziativa di creare avendo io stesso un tempo segnato, come tutti sanno, e non pensando che siano gruppi di lavoro che scavalchino il tempo della mia presidenza». I due gruppi di lavoro dei dieci saggi non «indicheranno un tipo o un altro di soluzioni di governo. Indicheranno quali sono, rimettendo un pò al centro dell'attenzione problemi seri, urgenti e di fondo del paese, questioni da affrontare - sia di carattere istituzionale sia di carattere economico-sociale nel contesto europeo - anche permettendo una misurazione delle divergenze e convergenze in proposito». Sabato ho proceduto in condizioni di particolare urgenza e difficoltà, data anche la coincidenza festiva, alla ricerca di persone che per funzioni di vertice in varie istituzioni e per esperienze concrete compiute in rapporto ad alcuni temi essenziali potessero dare il contributo richiesto. L'indubbio valore dei nomi da me subito resi noti, non mi ha messo al riparo da equivoci e dubbi circa i criteri della scelta o la non presenza di altri nomi certamente validi». Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si è rivolto prima al gruppo di lavoro in materia economico-sociale ed europea - composto dal presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, dal presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, Giovanni Pitruzzella, dal membro del Direttorio della Banca d'Italia, Salvatore Rossi, dall'onorevole Giancarlo Giorgetti e dal senatore Filippo Bubbico, presidenti delle Commissioni speciali operanti alla Camera e al Senato, e dal ministro Enzo Moavero Milanesi - e poi a quello in materia istituzionale - di cui fanno parte il presidente emerito della Corte costituzionale Valerio Onida, il senatore Mario Mauro, il senatore Gaetano Quagliariello e il professor Luciano Violante - nelle rispettive riunioni odierne al Quirinale. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano spiega, stando a quanto si legge sul sito del Quirinale, di comprendere «il disappunto che con accenti polemici si è espresso per non aver inserito in quella rosa (dei nomi dei dieci saggi, ndr) delle personalità femminili, anche individuandole al di fuori di vertici istituzionali cui non abbiano avuto finora accesso. Mi dispiace e me ne scuso, pur trattandosi di organismi non formalizzati e di breve durata cui ho dato vita con obbligata estrema rapidità. Per nomine più sostanziali e di lungo periodo, come quelle che mi è spettato fare per la Corte Costituzionale e per il Cnel, ho dato il giusto peso alla componente femminile. E ai gruppi di lavoro ora istituiti saranno certamente ben presenti gli apporti venuti su molteplici temi da personalità femminili».

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