Politica

I Bersani boys contro il sindaco

Battaglia I fedelissimi del segretario criticano l’avversario: «Dice le stesse cose di Berlusconi». E il partito torna a dividersi in due come alle primarie

Lui, di certo l’obiettivo principale della «campagna di primavera» lanciata da Matteo Renzi, tace. Anzi, intercettato all’uscita di un ristorante nel centro di Roma dopo un lungo pranzo con il suo vice Enrico Letta, Pier Luigi Bersani risponde con un enigmatico «siamo qua» a chi gli chiede se l’alternativa sia tra un governo con Berlusconi o il voto. Non una parola di più. Nemmeno un accenno di polemica. Non ce n’è bisogno visto che ormai da ore i fedelissimi del segretario Pd fanno a gara per attaccare il sindaco di Firenze. L’accusa è la più semplice e, per una certa sinistra, la più infamante: Renzi e Silvio Berlusconi pari sono. Pensano e dicono le stesse cose. Ne è sicuro Davide Zoggia, responsabile enti locali del Pd: «Noi siamo molto fiduciosi sulla possibilità che nasca il governo del cambiamento. Berlusconi ripete ossessivamente che o si va col Pdl o si va al voto. Se Renzi si vuole accomodare e fare il governo con il Pdl non è la linea scelta dal partito». Per Stefano Fassina, invece, quando il sindaco di Firenze parla di «perdite di tempo» è «irrispettoso nei confronti del presidente della Repubblica». E comunque, aggiunge intervistato da Repubblica , «se avessimo voluto un governo a prescindere avremmo raccolto l’offerta interessata del Pdl. Bersani a questo punto sarebbe già a Palazzo Chigi». Tradotto: Renzi non è in linea con il partito. E in questo coro di fedelissimi non poteva ovviamente mancare Alessandra Moretti, già portavoce del segretario durante le primarie, che su Twitter scrive: «Il Pd non perde tempo. Senza nuovo presidente il voto anticipato è solo una sparata. E per cambiare l’Italia non è Silvio il partner adatto». Quindi, alla domanda se teme che i renziani in occasione dell’elezione del Presidente della Repubblica facciano i franchi tiratori, risponde: «Non me lo auguro, altrimenti si spaccherebbe il partito». In ogni caso, aggiunge, Renzi stia attento a non sperare troppo in una candidatura da premier in caso di elezioni anticipate: «Faccio fatica a dire se avrà di nuovo voglia di mettersi in campo. Secondo me in caso di elezioni immediate, Bersani potrebbe però essere ancora in campo». Ma attacchi al sindaco arrivano anche dalla Sicilia con il governatore Rosario Crocetta che denuncia: «Renzi vuole sfasciare il Partito democratico, fa capire che si prepara a fare un accordo con Berlusconi senza passare dal Pd e a farsi un suo partito». E se Debora Serracchiani, pur dichiarandosi «perfettamente d’accordo con Matteo Renzi quando invoca un’accelerazione» blocca il governissimo («non è la risposta»), anche il «marxista» Bruno Tabacci coglie la palla al balzo per andare all’attacco: «Dice che la Chiesa ha fatto prima? Mi sembra una pericolosa strumentalizzazione, si eviti di tirare in ballo la Chiesa». Chiude la carrellata Beppe Fioroni: «Un vecchio detto popolare dice "chi può fa, chi non può critica" e mi sembra che Renzi si metta su questa linea. In un momento delicato per la vita di tutti noi, come diceva De Andrè, "danno buoni consigli quelli che hanno smesso da poco di dare cattivi esempi"».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.