Politica

Campidoglio divide i «giovani turchi»

C’era una volta i giovani turchi, i fedelissimi di Pier Luigi Bersani. Inseparabili come i Dioscuri. Fedeli al segretario lo sono ancora, ma nella Capitale la loro storia ha preso strade diverse. A...

C’era una volta i giovani turchi, i fedelissimi di Pier Luigi Bersani. Inseparabili come i Dioscuri. Fedeli al segretario lo sono ancora, ma nella Capitale la loro storia ha preso strade diverse. A sancire il «divorzio», le primarie a sindaco di Roma che vedono in campo, tra gli altri, l’europarlamentare David Sassoli e il senatore Ignazio Marino. Una competizione in qualche modo lacerante, che richiede scelte drastiche. O con uno o con l’altro. Ebbene, Matteo Orfini, responsabile Cultura del Pd, ha scelto l’uno (Sassoli), mentre Stefano Fassina, responsabile Economia dei democratici, ha scelto l’altro (Marino). Qualcuno a Sant’Andrea delle Fratte ironizza: «Dopo aver fatto perdere Bersani, farà autogol anche con Marino». Chiacchiere di partito. Orfini ha fatto ieri il proprio endorsement, mentre Fassina era in prima fila all’Eliseo alla convention di Marino. E gli altri Bersaniani? Il nuovo che avanza sta con Sassoli. «Orfini e Fassina divisi? Non lo sapevo - dice Miguel Gotor, senatore fedelissimo del segretario - Io personalmente sostengo Sassoli. È una scelta per e non contro. Credo che David possa allargare il nostro elettorato in caso di ballottaggio, lo appoggio perché lo conosco, ha lavorato bene in Europa, ho un rapporto personale con lui. Ero alla sua manifestazione all’Auditorium Conciliazione: c’era tanta gente comune, un esempio di come la politica sappia aprirsi. Ma sulle primarie ho un atteggiamento laico. Sia David sia Gentiloni e Marino sono ottimi candidati».

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