Il 18 aprile si comincerà a votare per l’elezione del Capo dello Stato. A Palazzo Chigi, per il momento, resta il dimissionario Mario Monti. Nel frattempo le forze politiche continuano a litigare sull’avvio delle commissioni parlamentari. Che, a rigor di logica, dovrebbero essere costituite solo dopo l’elezione di un nuovo esecutivo visto che, allo stato attuale, è impossibile definire quale sia la maggioranza e quale sia l’opposizione (cui spettano le presidenze di alcune Commissioni di garanzia). Poco importa. Il MoVimento 5 Stelle, da sempre sostenitore della possibilità di far lavorare il Parlamento anche in assenza di un nuovo governo, fa asse con Sinistra Ecologia e Libertà portando avanti la propria linea. Ma Pd e Pdl non mollano e prendono tempo evitando di indicare i futuri componenti bloccando di fatto la possibilità di dare vita alle Commissioni. E così pur senza prendere posizione la presidente della Camera Laura Boldrini rinnova l’appello ai partiti a fare presto e a designare le competenze dei deputati. «La volontà prevalente - afferma il presidente del Pdl di Montecitorio Renato Brunetta - è far partire le Commissioni permanenti dopo la formazione del Governo». Ritardare, spiega, è l’unica via per sollecitare la nascita dell’esecutivo evitando che il Parlamento si «adagi». Contrari alla linea dell’«avanti a tutti i costi» anche Scelta civica e la Lega. Con il Carroccio che, nonostante abbia indicato le competenze dei propri deputati, si dice convinto dell’inutilità di far partire le Commissioni in assenza del governo. Sul fronte opposto grillini e il partito di Vendola, seppure con sfumature diverse. I primi vorrebbero infatti che la macchina istituzionale si mettesse in moto senza eccezioni (e che quindi venissero nominati anche i presidenti) mentre Sel opta per una soluzione a metà, chiedendo che le Commissioni vengano temporaneamente guidate dai deputati più anziani. Dalla discussione dipendono anche le sorti della commissione speciale di Montecitorio che, secondo quanto stabilito, non ha tra i suoi compiti quello di esaminare il decreto legge sulla pubblica amministrazione (quello che contiene lo sblocco dei pagamenti dei debiti verso le imprese). Il M5S non vuole che questo accada. Ma martedì quando l’Aula della Camera amplierà i poteri della commissione speciale i grillini saranno costretti a soccombere al volere della maggioranza.
E a Montecitorio si continua a litigare sulle Commissioni
Il 18 aprile si comincerà a votare per l’elezione del Capo dello Stato. A Palazzo Chigi, per il momento, resta il dimissionario Mario Monti. Nel frattempo le forze politiche continuano a litigare...
