Mutande che fanno perdere la testa. Anzi la faccia. Tanto da essere indossate sul capo a mo’ di cappello, per oscurare i propri lineamenti. Simili a delle maschere antismog, hanno fiorellini e merletti che cadono perfettamente sull’incrocio di occhi, labbra e coprono perfettamente il naso. Le liceali giapponesi ne vanno matte al punto da avere inventato una nuova e incomprensibile tendenza. Sbarcata a Roma con successo. Secondo quando documenta la giornalista Sabina Cuccaro su Sex and Rome, il sito sexy glam della Capitale. “E’ una nuova moda che arriva dritta dal Giappone - scrive la Cuccaro - inventata dalle studentesse nipponiche. Sembra che il web pulluli di strane foto con ragazze ad occhi a mandarla munite di copricapo slip, nelle forme e colori più bizzarri. E Roma, caput cafonal, non poteva certo perdersi questa tendenza. Ad importarla nella Capitale ci ha pensato Alessandra, 40enne dietista del Pigneto. “Ho fatto uno slip party per il mio compleanno – confessa in esclusiva a “Sex and Rome”. Il dress code era ben chiaro: a righe o monocolore, l’importante era lo slip in testa. Gli uomini non l’hanno presa benissimo, a differenza dei suoi amici gay che ne erano entusiasti. Ma credo si debba essere spiritosi nella vita e prendersi poco sul serio. Con tutto quello che c’è in giro, il mio party non mi sembra eccessivo”. E spiega che l’origine di questa tendenza è divertente: arriva dal cartone animato giapponese Hentai Kamen definito come la “parodia omo-erotica dei Power Ranger”, in cui il protagonista indossa delle mutandine da donna sulla faccia, per nascondere la sua identità. Indovinate qual è il motto dell’eroe? “Che le mutandine vi benedicano!”. Ripreso come slogan della festa, lo ritroveremo a breve anche in un film in arrivo, sempre firmato dal supereroe Kamen. In oriente sono certi sarà un successone, d’altronde i giapponesi hanno una vera e propria fissazione per gli slip. L’anno scorso erano impazziti nell’andare dietro a un gioco, dove i partecipanti venivano lanciati a tutta birra su un carrello sotto le gambe delle ragazze. L’obiettivo? Bisognava riuscire a leggere le scritte sugli indumenti intimi. Chi ne decifrava di più vinceva. Cosa? Non si sa di preciso ma c’è chi giura in palio ci fossero mutande usate. Sempre perché va a ruba in un sexy shop del centro, la vendita della biancheria intima indossata solo da giovani ragazze con gli occhi a mandorla. Un fatto non così nuovo in Giappone, ma mai si era visto un tale volume di vendite come quest’anno. Nello specifico, nel negozio si possono acquistare "mutandine usate da studentesse", "mutandine indossate da ragazze sportive", "mutandine indossate da ragazze che sudano con molta facilità", e perfino "barattoli che contengono fragranze che sanno di mutandine usate". Da notare che, nell’informativa del negozio, è scritto a chiare lettere: "Il materiale non può essere restituito in alcun modo".
Mutande che fanno perdere la testa
Tanto belle da essere indossate come un cappello. Sbarca a Roma la moda inventata dalle liceali giapponesi