Politica

Meglio calmarsi Dovunque

di Francesco DamatoI dieci esperti scelti dal capo dello Stato- non chiamiamoli «saggi», per carità, perché pare che non gradiscano, a cominciare da chi li ha nominati- si sono dunque insediati...

I dieci esperti scelti dal capo dello Stato- non chiamiamoli «saggi», per carità, perché pare che non gradiscano, a cominciare da chi li ha nominati- si sono dunque insediati per indicare entro una decina di giorni proposte programmatiche sulle questioni istituzionali ed economiche più urgenti. Proposte nelle quali si possano riconoscere o quanto meno avvicinare i due maggiori partiti, magari per quel governo di larghe intese condiviso anche da leghisti e da montiani, sino ad oggi precluso dalla indisponibilità di Pier Luigi Bersani. Che è ancora ostinato con i suoi nel cercare di agganciare i grillini, per quanti insulti abbiano già ricevuto e siano destinati a raccogliere ancora. Le proteste levatesi a destra contro i due gruppi partoriti dalla fantasia di Giorgio Napolitano hanno paradossalmente consentito a Bersani di mettere la sordina ai compagni più insofferenti e di aprire a questo passaggio della crisi. Che pure è stato voluto al Quirinale per contrastare non il cosiddetto governissimo o varianti reclamati dal Cavaliere dopo il risultato sostanzialmente neutro delle elezioni di febbraio, ma le chiusure opposte da Bersani. Il quale ieri è tornato a parlarne come di «una zattera sempre più piccola in un mare sempre più agitato». Una zattera, tuttavia, preferibile al relitto che sarebbe il suo governo minoritario, affidato al buon cuore dello spietato movimento di Beppe Grillo. Spietato perché convinto di poter crescere solo sulla crisi di tutti gli altri partiti, compreso il Pd. Non convince neppure l’immagine della «casa in fiamme» evocata dal segretario del Pdl Angelino Alfano. Che preferisce le elezioni anticipate all’ulteriore ricerca di un compromesso dimenticando due cose. Che il non breve processo di scioglimento delle Camere è impraticabile prima di metà maggio, con l’insediamento del nuovo presidente della Repubblica. E che altre elezioni anticipate in una emergenza economica e sociale come quella in corso, a legge elettorale inevitabilmente invariata, mobiliterebbero i piromani, non i pompieri. Non vi sarebbe un nuovo capo dello Stato, di centrosinistra o di centrodestra, capace di scongiurarne i danni. Sarebbe quindi meglio calmarsi, dappertutto.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.