Politica

Il Maestro Muti attacca il comico: «Invoca la dittatura»

«Io sono profondamente grato al mio Paese. All’Italia devo tutto. Per questo mi fa male vederla così. E avverto la necessità di alzare la voce, per segnalare qualche pericolo e qualche opportunità»....

«Io sono profondamente grato al mio Paese. All’Italia devo tutto. Per questo mi fa male vederla così. E avverto la necessità di alzare la voce, per segnalare qualche pericolo e qualche opportunità». Così il maestro Riccardo Muti, in un’intervista al Corriere della Sera . Grillo «mi ricorda Iago - continua Muti - che nell’Otello dice: "Io non sono che un critico...". Criticare senza dare soluzioni credibili possono farlo tutti. Se dirigessi un’orchestra dicendo solo quello che non va, non risolverei nulla. Gli italiani si sono stancati della vecchia politica, ma ora hanno bisogno di vedere una luce in fondo al tunnel, e di qualcuno che li guidi verso la luce. Invece sento invocare dittature, "il 100% dei voti": un’avventura che abbiamo già conosciuto, finita malissimo. E poi questo turpiloquio mi fa orrore. Un segno di abbrutimento». Il direttore continua: «Essere artista non significa fare lo scapigliato, un po’ folle, con la barba e i baffi lunghi e le parole in libertà, sempre ad agitare le mani con violenza e a insultare gli interlocutori. Non pretendo che tutti debbano essere come Bach, solennemente seduto al suo organo a comporre opere da consegnare a Dio e all’umanità, concependo nelle pause un sacco di figli. Un modello di artista per me è Toscanini, uomo di grande semplicità, eleganza, coscienza civile. O come Verdi. Uomini per cui la forma è contenuto». Replicano i parlamentari 5 Stelle: «Per noi affermare di voler raggiungere il 100% è una metafora che vuole rappresentare la necessità di riconsegnare la politica al 100% ai cittadini. Poiché abbiamo grande stima del maestro Muti, avendo il Movimento 5 Stelle gande apprezzamento per l’arte e tutto ciò che attiene alla qualità dello spirito, oggi purtroppo mortificato da una cultura materialista contro cui il Movimento stesso ha sempre combattuto, lo invitiamo a venirci a trovare, alla Camera dei Deputati o al Senato della Repubblica, per un incontro che sviluppi un momento di riflessione comune sui temi che sono a tutti noi cari, anche per formulare insieme nuove proposte che possano aiutare la cultura a riprendersi i suoi spazi».

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