Prima ha telefonato al direttore di SkyTg24 , Sarah Varetto, per smentire la notizia che i 5 Stelle fossero pronti ad aprire a uno «pseudo-governo tecnico». Poi, in collegamento con la «Cosa», la web tv del MoVimento, ha attaccato politici e giornalisti. Inoltre ha ribadito, come avevano fatto poco prima i capigruppo di Camera e Senato, Lombardi e Crimi, nel colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che il MoVimento non darà la fiducia a nessun partito ma che i 5 Stelle sono pronti a governare. Le parole del comico genovese non lasciano spazio all’interpretazione: «Loro non hanno neanche il linguaggio, siamo su due piani diversi. Loro parlano di percentuali, di responsabilità, dicono "Siete responsabili di questo", perché non diamo la fiducia... Dio mio... basterebbe analizzare queste parole per capire che per loro ci vuole un primario, un neurologo» dice contro i politici che, ormai, nota, «sono da psichiatria». Non ha definizioni migliori per i giornalisti che sono «peggio della casta dei politici». L’amarezza è palpabile anche perché avverte: «Sono qui con la scorta della polizia perché pubblicano il mio indirizzo col numero civico, mettendo a repentaglio la sicurezza della mia famiglia, dei miei figli. Ma non ci fermeranno, andremo avanti». Fa i complimenti ai parlamentari 5 Stelle: «Sono felice e contento che il nostro movimento si sia mantenuto fedele al programma». Aggiunge: gli elettori del M5S che dicono «che dovevamo dare la fiducia» a Bersani e si sentono «delusi», «allora hanno sbagliato il voto. Se non hanno capito questo concetto si sono illusi». Suona la carica: «Faremo una squadra di governo, che vedrete le persone che metteremo. Questo Paese lo cambieremo». Insiste: «Vinceremo e porteremo fuori l’Italia dal pantano in cui ci hanno messo loro. Ci fosse stato almeno un uomo, non un politico, che abbia chiesto scusa... loro non sono politici, sono dilettanti allo sbaraglio». Poi è tornato sui cronisti che, attacca, «iniziano a essere terrorizzati e fanno bene. Toglieremo tutte le sovvenzioni dirette e indirette». Poi se l’è presa con un giornalista di un’agenzia, Vasco Pirri Ardizzone: «Io quel ragazzo che ha fatto la domanda a Crimi in diretta lo conosco - ha detto Grillo - È un precario che prende 10 euro a pezzo. È costretto a fare così. Dai una cosa falsa, poi una smentita, ridai una cosa falsa, un’altra smentita e così porti a casa lo stipendio». Il battibecco era nato tra il giornalista e Crimi, che ha negato di aver mai ipotizzato l’idea di uno «pseudo governo tecnico». Il cronista ha ribattuto che la frase è stata sentita dai giornalisti delle agenzie di stampa, che hanno colto qualche stralcio di conversazione di una riunione rigorosamente a porte chiuse. Beppe Grillo non ha gradito e ha ribadito, di nuovo rivolto ai politici: «Questi qui hanno qualche problema neurologico. Accarezzateli, ma accarezzate anche i giornalisti». Inevitabile la bufera. «Sì, è davvero diventato un problema psichiatrico: speriamo sia reversibile» replica Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine dei giornalisti. «Qualcuno dovrebbe dirglielo, non so se c’è davvero nella politica, come afferma, un problema di pschiatria. Ma dovrebbe approfittare lui per primo di qualche specialista. Sta superando ogni limite. Non risponde alle domande e insulta perfino chi le pone ad altri». «Le minacce e le intimidazioni di politici e leader non ci sono mai piaciuti. Non cambieremo atteggiamento adesso per il signor Grillo, capo del terzo partito italiano» dice Franco Siddi, segretario generale della Fnsi. L’Associazione stampa parlamentare esprime solidarietà al collega attaccato dal leader del Movimento 5 stelle. «Chiunque in democrazia è libero di rivolgere le sue critiche, naturalmente anche al lavoro dei giornalisti, ma le offese, soprattutto quelle che scendono sul piano personale, le respingiamo al mittente». Interviene anche Roberto Morassut (Pd): «Esprimo solidarietà al giornalista dell’agenzia Italpress, ultimo bersaglio degli insulti del comico Giuseppe Grillo. Ciò che maggiormente indigna - spiega il deputato - è il vergognoso riferimento alla precarietà utilizzata come motivo di insulto e di deprezzamento umano, oltre che professionale. È evidente che il punto di vista di un miliardario rispetto a una materia così delicata è viziato da una profonda ignoranza del fenomeno». Anche per Lara Comi (Pdl) «insultare sul piano personale un giornalista che sta semplicemente facendo il suo lavoro è ignobile. Grillo è veramente inqualificabile, ma per fortuna, e proprio grazie alla stampa che, nonostante le offese giornaliere, continua a riportare il suo pensiero e le sue dichiarazioni dal blog, l’uomo sta emergendo in tutta la sua pochezza e inconsistenza».
Grillo: politici e cronisti da psichiatria
Il comico torna ad attaccare i giornalisti e difende i parlamentari del M5S Poi assicura: «Nessuna fiducia ai partiti. Siamo pronti a governare»
