di Marlowe Il programma di Pier Luigi Bersani comprendeva otto punti, 82 paragrafi, 1.092 righe, 66.900 battute. Forse con molto meno ce l'avrebbe fatta. Esempio: 1) Scongiurare le "tre streghe" di giugno: Tares, aumento dell'Iva, prima rata dell'Imu. Totale, 32 miliardi che si abbatteranno su famiglie, imprese, commercio. La Tares va cancellata, ripristinata l'imposta sui rifiuti ed i comuni vanno obbligati a trasmettere nell'anno contabile alla Corte dei conti l'utilizzo degli introiti. L'aumento di un punto dell'Iva sui beni ordinari (1,8 miliardi) può essere sostituito a parità di gettito da una super-Iva sui beni non immobiliari oltre i 200 mila euro e sulle transazioni oltre il milione di euro, nonché sui superacolici. Per l'Imu, abolizione di quella sulla prima casa, al 50 per cento nel 2013 e globale dal 2014. Costo: due milioni subito, quattro a regime da finanziare strutturalmente con l'accordo sui capitali in Svizzera. 2) Pagare i debiti pubblici alle aziende. Sono 91 miliardi (ultimo censimento di Bankitalia) da smaltire per metà entro il 2013, per il resto entro il 2014. Come? Anziché aumentando il deficit, come previsto dal governo Monti - ed oltretutto solo per 20 miliardi quest'anno e 20 il prossimo - si emettono Btp speciali a lunghissima scadenza destinati ad investitori istituzionali, assicurazioni, banche, da spalmare sul debito fino al 2040. L'effetto nel rapporto debito-Pil sarebbe ulteriormente temperato dalle stime di Confindustria: il pagamento di soli 48 miliardi vale un punto di Pil e 250 posti di lavoro l'anno. 3) Sbloccare il decreto, fermo alla Corte dei conti, che impedisce la tassazione agevolata al 10% degli straordinari dei dipendenti con stipendi fino a 40 mila euro. 5) Misure per la casa: oltre alla progressiva riduzione dell'Imu sulla prima abitazione, riportare il prelievo complessivo nella media europea: attualmente tra un'imposta e l'altra paghiamo infatti il doppio della Germania. Per i mutui, imporre alle banche uno spread non superiore ai tre punti oltre il tasso della Bce (cioè in questo non oltre il 3,75 per cento) sui finanziamenti fino a 500 mila euro, e non superiore a quattro punti oltre questa soglia. Per le giovani coppie prevedere mutui quarantennali, diffusissimi all'estero. Per le banche, garanzie della Cassa depositi e prestiti. 6) Lavoro: abolizione della legge Fornero e ritorno alla legge Biagi, con detassazione e decontribuzione per cinque anni dei contratti a tempo indeterminato. 7) Immediata apertura di un negoziato con l'Unione europea, l'eurozona e la Bce per ottenere: la messa nero su bianco dell'allentamento (da Monti ottenuto soltanto a parole) dei vincoli del fiscal compact. In caso di resistenze di Germania e Olanda e altri paesi nordici, minacciare ritorsioni per i seguenti aiuti pubblici erogati alle banche: Germania 418 miliardi di euro, Belgio 196 miliardi, Olanda 150, Francia 130 (l'Italia ha dato alle sue banche 4,1 miliardi di aiuti). 8) Aprire un immediato negoziato con l'India perché i due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone vengano giudicati in Italia, imponendo alla Procura militare - che finora non l'ha fatto - di aprire un'inchiesta nei loro confronti, visto che l'incidente è accaduto in acque internazionali, quindi sotto bandiera italiana. Inchiesta con rito immediato, ed e in caso di condanna con richiesta di estradizione attraverso l'Interpol. In caso di resistenza, e dato che la missione avveniva su mandato Onu, coinvolgimento al livello più alto della Corte di giustizia delle Nazioni Unite, riconosciuta da entrambi i paesi, che ha il preciso mandato di dirimere le controversie in materia di diritto internazionale. Anche noi abbiamo ceduto alla tentazione degli otto punti. Però ci siamo tenuti in 52 righe e 3.584 battute. Un buon risparmio. Certo, mancano il reddito di cittadinanza, il conflitto d'interessi e, ci perdonino le colleghe, il femminicidio: su questo confidiamo nella magistratura. Che quando vuole non sta con le mani in mano.
Ecco come Bersani si è fatto fuori
di Marlowe...