Politica

Grillo: «Avanti anche senza governo»

Il comico invita il Parlamento ad approvare legge elettorale, aiuti alle pmi e abolizione delle Province. Oggi al Quirinale: «Terremo la stessa linea»

Per depistare i cronisti che lo braccano ha fatto indossare il giubbotto blu con il cappuccio, che aveva usato anche alcune settimane fa, al custode della sua casa di Marina di Bibbona, che, alla guida di una macchina, è uscito poco prima delle 15. Lui, invece, su un’altra auto, è sgattaiolato fuori dalla villa poco dopo. Beppe Grillo, che aveva in programma di passare questi giorni di festa nella casa al mare vicino Livorno, potrebbe invece raggiungere Roma oggi pomeriggio, per partecipare, alle 16,30, alle consultazioni con il capo dello Stato, dove, confermano tanti parlamentari, «terremo la stessa linea di sempre. No a un governo Bersani e no a un premier dei partiti». Anche se ieri uno dei coordinatori della comunicazione del M5S, Claudio Messora, e poi il capogruppo al Senato Vito Crimi hanno annunciato che il comico non sarà in questi giorni nella Capitale. Ad ogni modo il comico genovese ha invitato il Parlamento a lavorare, pure senza un nuovo governo. Anche i 5 Stelle, che ieri sono stati gli unici a stare in Parlamento, impegnati prima in una riunione e dopo a rispondere alle domande dei cronisti, s’erano lamentati dell’inattività della Camera e del Senato come della pausa per le feste giudicata eccessiva (quasi una settimana). Sul suo blog Grillo è stato netto: «Il Parlamento è sovrano, o almeno dovrebbe esserlo. Da tempo è invece un luogo dove non vi sono rappresentanti del popolo, ma nominati dai partiti e le leggi, sotto forma di decreti, sono emesse al suo posto dal Governo, e in seguito convertite sotto il ricatto del voto di fiducia. In Parlamento vi è un esercito di soldatini di piombo senza voce, con l’eccezione dei parlamentari a 5 Stelle» ha scritto. Poi ha aggiunto: «C’è stato un sovvertimento silenzioso delle Istituzioni contro lo stesso spirito della Costituzione: art. 76. L’esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti, art.77: il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria. Se l’Italia è senza governo (in realtà è in carica il governo Monti) ha però un Parlamento che può già operare per cambiare il Paese». Ecco dunque le priorità che, secondo il comico genovese, i parlamentari dovrebbero avere: «Non è necessario un governo per una nuova legge elettorale o per avviare misure urgenti per le Pmi o per i tagli delle Province. Il Parlamento le può discutere e approvare se solo volesse sin da domani. Si fa passare l’idea che senza Governo il Paese è immobile, congelato, in balia dello spread, delle agenzie, ma si tace sul fatto che le leggi per le riforme possono essere discusse e approvate senza la necessità di un governo in carica». Per Grillo «anzi, si rallenta qualunque processo decisionale e operativo spostando sine die la istituzione delle Commissioni senza alcun motivo se non quello di attribuire in seguito i posti di presidenza ai trombati da cariche governative. Si sottolinea in questi giorni che un mancato accordo con il pdmenoelle, il miglior amico di Berlusconi, impedirebbe la rimozione di quest’ultimo dalla scena politica. Se così è invito la cosiddetta opposizione a votare in aula l’ineleggibilità di Berlusconi, l’approvazione di una legge sul conflitto di interessi della cui assenza si gloriò Violante alla Camera, l’abolizione della legge Gasparri, la rinegoziazione delle frequenze nazionali generosamente concesse a Berlusconi da D’Alema nel 1999. Si può fare! (ma voi non lo farete mai)».

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