È di nuovo un uomo libero. Franco Fiorito, ex capogruppo Pdl nel Lazio, è stato scarcerato. L’ex sindaco di Anagni potrà dunque lasciare la casa della madre dove viveva da quando lo scorso 27 dicembre era finito ai domiciliari. La prima misura restrittiva, il carcere, aveva raggiunto Fiorito il 2 ottobre scorso, quando è stato arrestato per peculato. Pasqua dunque a casa per l’ex politico accusato di aver utilizzato per fini personali un milione e 400 mila euro, denaro prelevato dalle casse del Partito alla Pisana. Il giudice dell’udienza preliminare di Roma, Rosalba Liso, ha accolto la richiesta dei difensori dell’ex capogruppo, che da ieri è di nuovo un uomo libero. Quando gli furono concessi gli arresti domiciliari quattro giorni prima di Capodanno scorso, Fiorito aveva detto che appena sarebbe stato libero e «verrà fuori la verità» sarebbe sceso nuovamente in campo, sarebbe tornato a occuparsi di politica. Il gup nella prossima udienza, fissata per l’8 aprile, dovrà pronunciarsi anche in merito alla richiesta di Fiorito di giudizio abbreviato. Il giudice deciderà inoltre se accogliere o meno le richieste di patteggiamento della pena presentate dai difensori di Bruno Galassi e Pierluigi Boschi, componenti della segreteria di Fiorito alla Pisana, imputati nello stesso procedimento. In base a quanto accertato dalla magistratura, Fiorito complessivamente ha movimentato, nell’arco di due anni, sei milioni di euro per l’attività del gruppo consiliare. Dei sei milioni, quattro milioni sarebbero di soli bonifici: si tratterebbe di 193 movimentazioni bancarie. Di questi, un milione e 380 mila euro sarebbero finiti nei conti personali dell’ex capogruppo, alcuni dei quali in Spagna. Secondo la procura, inoltre, l’exd sindaco di Anagni ha indirizzato nei conti all’estero circa 350 mila euro mentre poco più di un milione sarebbe stato girato nei conti correnti italiani. I pubblici ministeri romani hanno verificato, dopo avere esaminato i regolamenti regionali, che non corrispondeva al vero che Fiorito avesse diritto a triplicare la propria disponibilità di fondi in base al cumulo delle cariche. In virtù di questa cumulabilità Fiorito percepiva 300 mila euro l’anno, oltre allo stipendio, perché capogruppo e presidente di Commissione alla Regione Lazio. Lo scorso ottobre i giudici avevano respinto la prima richiesta di scarcerazione sostenendo che Franco Fiorito sarebbe potuto fuggire all’estero. A convincere giudice per le indagini preliminari e i giudici del Riesame di questo rischio, il fatto che l’ex capogruppo Pdl avrebbe tentato di far sparire alcune fatture su cui indaga la Guardia di Finanza, mettendole in un tritacarte. «Frammenti di fatture destinate al gruppo consiliare del Pdl sono stati ritrovati nel tritacarte e nella pattumiera dell’abitazione», aveva scritto il gip nel provvedimento restrittivo. La documentazione, in base a quanto accertato dalle Fiamme Gialle, aveva come oggetto «cravatte di seta, sciarpe di lana-seta e portadocumenti in pelle». Tutte spese che per la procura non avrebbe potuto fare con i soldi del partito. Per i tre imputati inizialmente la procura aveva chiesto e ottenuto il giudizio immediato, procedimento che permette di saltare l’udienza preliminare e di andare direttamente al dibattimento, ma le richieste di riti alternativi hanno riportato il procedimento all’attenzione del giudice dell’udienza preliminare. L’ex sindaco di Anagni, fin dal primo giorno in cui è stato indagato, ha sempre sostenuto di non aver mai usato denaro del partito per scopi privati. Per la Guardia di Finanza, invece, Fiorito ha comprato automobili (una Jeep per affrontare l’emergenza neve nel febbraio del 2012, una Bmw e una Smart) oltre ad aver acquistato una caldaia per la sua villa al Circeo. Il nome di Fiorito, comunque, è apparso anche in un’altra inchiesta, che ha coinvolto invece l’ex amministratore delegato di Eur spa Riccardo Mancini, detenuto a Regina Coeli in merito alle indagini sull’acquisto di 45 filobus. L’ex capogruppo Pdl nel Lazio viene nominato in una conversazione telefonica tra Mancini e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, intercettata dagli investigatori e inserita dal gip nell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Mancini. In quell’occasione il primo cittadino chiedeva chiarimenti all’ex ad di Eur spa riguardo ad alcune affermazioni che aveva rilasciato Franco Fiorito.
Fiorito torna libero dopo sei mesi
Scarcerato l’ex capogruppo Pdl nel Lazio: era stato arrestato il 2 ottobre Tra 10 giorni il giudice stabilirà se accogliere la richiesta di rito abbreviato
