"La nostra posizione non è cambiata. Noi eravamo, e siamo ancora disponibili a dare vita a un governo di coalizione formato da Pdl, Pd, Lega e Scelta civica". Lo ha dichiarato Silvio Berlusconi non appena concluso l'incontro della delegazione del Popolo della Libertà e del Carroccio con il capo dello Stato. "Siamo pronti anche ad una candidatura del Pd: ci va bene anche quella di Bersani", ha proseguito Berlusconi, che è stato categorico: altre soluzioni non saranno contemplate. Bocciata l'ipotesi di un governo tecnico. "Sì a un esecutivo di coalizione, ma politico, che dia risposte - ha ribadito il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni -. Siamo stati contro quello guidato da Monti, mille volte allora meglio le elezioni anticipate". Berlusconi ha poi voluto sgomberare il campo da possibili retroscena: "Non c'è stata alcuna discussione sul Quirinale. Riteniamo che sia nella logicità delle cose che in un governo di coalizione si discuta insieme su chi possa essere il migliore presidente della Repubblica". Incalzato dai giornalisti, Berlusconi ha ribadito che Pdl e Lega puntano a un governo di larghe intesa tra forze responsabili, non tecnico. "La politica - ha concluso - è professionalità". E Maroni, più tardi su twitter, ha scritto: "Mai più governicchi simil-montiani che mettono tasse e ammazzano le imprese". Per lui l'imperativo è uno solo: "Governo politico che risponda al Nord oppure nuove elezioni". Ma dal Pd arriva un primo stop. "Mi sembra molto difficile ipotizzare un governo politico sostenuto insieme dal Pd e dal Pdl" ha commentato il presidente dei senatori del Partito Democratico, Luigi Zanda. Nel riconoscere che "le riforme costituzionali si devono fare insieme", Zanda sottolinea però che "su troppe questioni rilevanti la politica del Pdl è distante anni luce da quella del Pd". La delegazione del Pdl e della Lega Nord, che ha aperto questa mattina il nuovo giro di consultazioni al Quirinale, era composta, oltre che da Berlusconi e Maroni, anche dal segretario del Pdl Angelino Alfano e dai capigruppo di Camera e Senato, Brunetta e Schifani per il Pdl, Giorgetti e Bitonci per la Lega. Il presidente della Repubblica riprenderà le consultazioni nel pomeriggio, ricevendo alle 16 la delegazione del Movimento 5 Stelle, poi quelle di Scelta Civica e Sel, per concludere, alle 18.30, con il segretario del Pd Pier Luigi Bersani e i capigruppo di Camera e Senato. Parlando delle consultazioni, il presidente del Senato Pietro Grasso ha auspicato "un governo al più presto: bisogna far ripartire le imprese in una pace sociale. Dobbiamo assolutamente partire per incominciare le riforme che possano dare lavoro", ha detto Grasso. L'eurodeputata del Pd Debora Serracchiani invece ha svelato che "il piano B nel Partito Democratico c'è già ed ha un nome: Matteo Renzi. Anche da subito, anche da stasera. Il tema vero - ha dichiarato Serracchiani oggi nel programma di Radio2 "Un giorno da pecora" - è se lui accetterebbe in questo momento. Ma il Pd deve spendere il suo nome". Un plauso a Berlusconi è stato espresso da Mariastella Gelmini, vice capogruppo vicario del Pdl alla Camera. "Bene ha fatto Berlusconi a ribadire la posizione del Pdl - ha detto Gelmini -. Ora gli italiani hanno chiarissima la responsabilità di chi predica bene e razzola male, di un Pd che a chiacchiere si autodefinisce responsabile, ma nei fatti si adopera per far saltare ogni ipotesi di governo di larghe intese accampando pretesti".
Berlusconi: Governo di coalizione, non tecnico
Concluso l'incontro di Pdl e Lega con Napolitano. "Ci va bene anche Bersani"
