Politica

I giochi sono finiti

di Sarina Biraghi Non sul Golgota, ma al Quirinale finisce la Via Crucis di Pier Luigi Bersani. In nome del cambiamento ha provato a mettere insieme le forze politiche ma non è stato convincente....

Non sul Golgota, ma al Quirinale finisce la Via Crucis di Pier Luigi Bersani. In nome del cambiamento ha provato a mettere insieme le forze politiche ma non è stato convincente. Ha difeso, anche suicidandosi, la scelta di voler formare un governo ma senza forzature, ovvero, senza alleanza con il Pdl. E il viscerale antiberlusconismo, sbandierato fin dalla campagna elettorale, ha portato il segretario a cercare alleati nel Movimento 5 Stelle, dove sono transitati tanti ex elettori di sinistra. I grillini, però, hanno «chiuso il forno» e fatto vedere le stelle a Bersani sbattendogli una bella porta in faccia che ha messo miseramente fine al suo tentativo di salvare Pd e Italia. Malgrado si fosse sottomesso anche a una prassi fuori da ogni istituzionalità come la consultazione trasmessa in diretta streaming, qualcosa a metà tra Grande Fratello e tribunale. Ma chi l’ha detto che soltanto così c’è trasparenza o democrazia? Non sarà che Grillo vieta ai suoi di dialogare, bollando ogni contatto come «inciucio», per mantenere la sua leadership e controllare i suoi in ogni momento? Senza parlare degli insulti lanciati proprio dal comico genovese al leader Pd, ma anche a Berlusconi, D’Alema, Cicchitto e Monti definiti «padri puttanieri della politica». «Pensare di fermare l’intelligenza con gli insulti è come pensare di fermare l’acqua con le mani». La metafora bersaniana stavolta è sinonimo di signorilità, ma certo che dopo «le troie in Parlamento» (parole e musica di Battiato) il tono del dibattito politico è sempre più decadente. Bersani non ha certo bisogno della nostra difesa, ma chi dà il diritto ai «cittadini» 5Stelle «duri e puri» di giudicare politica e politici? I grillini non sono onniscienti e un segretario di partito non parla come se fosse a Ballarò, le alleanze e le convergenze si cercano, i dialoghi si fanno ogni giorno per vivere, lavorare e governare. O pensano davvero di essere i salvatori della Patria ai quali Bersani ha fatto gli auguri anziché dire un bel «vaffa»? Si dirà che i politici se la sono cercata e allora il cambiamento è necessario ma per concretizzarlo bisogna far nascere questa legislatura. Adesso la palla passa nelle mani di Napolitano, l’unico che «piace» anche a Grillo. Sarà «san» Giorgio a trovare la soluzione del rebus.

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