Nel mezzo della bufera, il governatore è costretto a prendere carta e penna e a inviare una lettera di scuse al presidente del Senato, Piero Grasso. «Illustre presidente, sento il dovere, nella qualità di presidente della Regione Sicilia e cittadino rispettoso delle istituzioni della Repubblica Italiana e dei suoi rappresentanti, di esprimerle fermo dissenso e riprovazione per i contenuti e i toni di quanto affermato negli scorsi giorni da Franco Battiato nei confronti di parti politiche e singoli rappresentanti del Parlamento nazionale». La missiva arriva a Palazzo Madama ed è lo stesso Grasso a leggerla. L’Aula applaude. Il presidente del Senato sarà domani a Palermo grazie all’invito dello stesso governatore. «La scelta del Governatore Crocetta è una misura condivisibile», ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini. Un plauso trasversale arriva al presidente della Regione. Anche l’attrice Maria Grazia Cucinotta, ha dichiarato che «licenziando Battiato Crocetta ha dato una grande dimostrazione di rispetto alle donne». La Cucinotta si è anche stupita che il cantautore abbia sferrato quel duro attacco all’Italia: «Mi sembra impossibile che sia successo. Ma si può dire una cosa del genere?». Nel coro non manca una voce stonata. Arriva da Facebook. «È stato revocato l’incarico a Battiato - scrive il senatore del Movimento 5 stelle, Mario Michele Giarrusso -. Sicuramente è un fatto gravissimo che un rappresentante delle istituzioni esprima in quel modo al Parlamento europeo, vista anche l’accezione maschilista del termine. È vero anche però, che quando con la stessa "troia politica" ci chiamava "coglione" perché non votavamo per lui o si rivolgeva a una donna definendola "culona inchiavabile" nessuno si è scandalizzato». In sostanza, per Giarrusso, «in questo Paese l’ipocrisia regna sovrana». A dar manforte a Battiato un altro artista, il suo concittadino Leo Gullotta: «Da un grande poeta e cantore quale è Battiato l’impatto è stato troppo forte. Mi dispiace profondamente per quanto avvenuto. Sicuramente si rivolgeva, per come lui stesso ha spiegato, al governo precedente». Dal centrodestra intanto si eleva un’unica nota: «È questo il modello Sicilia?». Non è la prima sortita di Battiato, quella di Bruxelles, anche se questa volta l’ha sparata grossa. Perché nei cinque mesi di assessore, il maestro di incidenti ne ha commessi tanti. Uno fra tutti, l’affondo sferrato qualche mese fa per le sue assenze in Giunta e al parlamento siciliano. «Io assessore assente? Di cosa parliamo? Io faccio un altro lavoro, è chiaro? E poi porto la mia terra a Parigi, ad Amburgo, a Bruxelles. Non sono un burocrate, devo fare
Crocetta licenzia Battiato e Zichichi
Sicilia Il governatore caccia il cantante-assessore Fuori anche lo scienziato: «Era sempre a Ginevra»
