«Giuseppe Orsi ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente e consigliere di amministrazione di Finmeccanica». È la laconica nota con cui Finmeccanica, ieri, ha certificato ufficialmente la scelta che il manager aveva già reso nota tramite il proprio legale. La comunicazione conferma l’intenzione del nuovo corso, a guida Alessandro Pansa, di segnare una netta discontinuità con la precedente gestione. L’ormai ex presidente e Ad, richiuso nel carcere di Busto Arsizio, parla tramite l’avvocato Amodio. Lo fa per ribadire «la linearità del suo operato nel- l’esclusivo interesse di Finmeccanica», respingendo le accuse di corruzione internazionale e frode fiscale. Orsi, nell’interro- gatorio di garanzia davanti al gip, spiega di «non aver mai saputo di manovre illecite» nel- l’ambito dell’operazione sulla vendita di 12 elicotteri all'India. Dice di non avere mai conosciuto la famiglia Tyagi, cui appartengono i presunti destinatari delle tangenti pagate da Finmeccanica. Mentre il «terzo no» di Orsi, spiega Amodio, riguarda il fatto di non aver conferito alcun mandato allo svizzero Guido Hashcke per l’affa- re in India. Intanto, proprio dall’India, arrivano le prime conseguenze concrete dello scandalo. Il ministero della Difesa, secondo quanto riporta il Times of India , ha iniziato l’azione per la cancellazione del contratto, firmato nel 2010, per la fornitura dei 12 elicotteri Aw-101 dalla AgustaWestland. Il ministero ha inviato una «show-cause notice» formale alla controllata Finmeccanica con la quale si chiede di spiegare entro sette giorni perché il contratto non dovrebbe essere cancellato. La notizia arriva dopo che il governo indiano ha già annunciato il congelamento del pagamento e della consegna degli elicotteri rimanenti. Anche in quest’ottica, le dimissioni di Orsi sono spiegate dallo stesso manager come gesto nell’inte- resse dell’azienda. Nella breve lettera con cui lascia il suo incarico, consegnata al gip di Busto Arsizio, il manager si difende comunque da ogni accusa. «Rivendicando e ribadendo la linearità del mio operato, da sempre ispirato all’esclusivo interesse di Finmeccanica e di tutte le controllate, anche al fine di contribuire a rasserenare il clima creatosi intorno alla società, con la presente rassegno le mie dimissioni dalla carica di amministratore e conseguentemente dall’incarico di presidente di Finmeccanica», mette nero su bianco.
Orsi respinge tutte le accuse Ma l’India disdice i contratti
Il manager si dimette da presidente «per rasserenare il clima intorno alla società» Nell’interrogatorio nega gli illeciti: non ho mai saputo di manovre poco chiare
