p.zappitelli@iltempo.it Non siamo davanti a un’altra tangentopoli e io non ho mai difeso le tangenti. In una giornata infuocata di scontro totale con Mario Monti, Berlusconi è tornato sul suo intervento di giovedì in difesa di Finmeccanica. «Non ho fatto alcuna analisi sulle tangenti, anzi, è una parola che non ho mai pronunciato: sono un reato che va evitato e quando accade va punito – ha spiegato ieri mattina intervenendo a "Radio anch’io" – ho solo fotografato la situazione internazionale delle nostre aziende all'estero dal momento che in certi Paesi non proprio democratici gli appalti si assegnano anche con condizioni a latere». Ma lo scontro più duro è stato con il Professore che ha parlato di un ritorno di Tangentopoli. Berlusconi ha negato che ci si trovi davanti a una situazione simile a quella del ’94: «Quello – ha ribattuto – era un sistema che era intervenuto massicciamente nei partiti, ai quali i magistrati milanesi hanno impedito di presentarsi alle elezioni del '94. Partiti che pur con i loro errori ci avevano consentito di crescere nel benessere». Il problema, per il Cavaliere, è che ora ci troviamo davanti a pm che hanno «un ruolo onnipotente e fuori controllo». E l’esempio è quello della vicenda del Monte dei Paschi di Siena. Berlusconi ha attaccato a testa bassa il Pd e Pier Luigi Bersani, negando che ci sia un unico filo conduttore che lega tutte le inchieste. Piuttosto siamo davanti a quella «manona» dei giudici politicizzati. «Ci sono casi isolati ma sono stati creati da certa magistratura per produrre una cortina di fumo e nebbia sullo scandalo Mps che vede coinvolto completamente il Pd – ha ribadito – C’è un grande scandalo su tutti gli altri, che è quello del Monte dei Paschi di Siena, e in cui la sinistra è dentro totalmente. E non ci vengano a dire che il partito è fuori da questo scandalo. Il partito è dentro in una maniera assoluta e completa». Durissimo il botta e risposta con Mario Monti che, quasi in contemporanea, intervenendo alla trasmissione Agorà aveva definito il governo che lo aveva preceduto un esecutivo di cialtroni. «Abbiamo toccato il fondo nella politica – ha replicato Berlusconi – Non si è mai verificata una cosa di così bassa lega nella politica italiana. Le persone non cambiano, si rivelano, e Monti si è ormai completamente rivelato per quello che è, dall'essere il "deus ex machina" del governo è diventato un politicante qualsiasi». Berlusconi poi ha fatto un parallelo con l'ex premier Romano Prodi: «Di lui si diceva "ha una bonomia che viene fuori dai suoi artigli". Ecco per Monti vale "ha una cattiveria che viene fuori da ogni sua dichiarazione"». Anche perché, ha aggiunto, si è alleato «con politicanti di vecchia data, come Fini e Casini che stanno in Parlamento da oltre trent'anni. Credo che i moderati abbiano capito che dando il voto a questo centrino, si dà il voto alla sinistra». «Monti, Casini e Fini potrebbero restare fuori dal parlamento e c'è disperazione nelle loro file – ha insistito il Cavaliere – Per questo Monti fa dichiarazioni insensate, prive di eleganza. Ora sono a poco più del 10% e basta un niente per andare al di sotto di quella soglia che consente di eleggere dei deputati». Poi un altro affondo: «Non è vero niente che l'Italia trovata dai tecnici era sull'orlo del baratro, i conti erano assolutamente in ordine». Di quella crisi che lo ha portato a dover lasciare Palazzo Chigi a Berlusconi non è andato giù il comportamento della Germania. E ieri è tornato ad attaccare il ministro delle Finanze tedesco: «Il signor Schauble è stato protagonista di un fatto grave e nuovo, un'intromissione della politica di un Paese in un altro Paese, che non si era mai verificata. Questo perché i tedeschi credono che noi siamo una loro colonia». Poi il Cavaliere è tornato sui punti più importanti del programma del Pdl, come «l'impignorabilità della prima casa». «Essendo la casa un diritto fondamentale – ha ribadito – abbiamo già steso il decreto legge per cui il fisco non può pignorare la prima casa». Diverso, invece, l’atteggiamento del Partito Democratico: «La Cgil ha insistito perché il Pd annunciasse la patrimoniale sui beni mobili e immobili». Per questo Berlusconi è convinto di poter vincere di nuovo le elezioni: «Siamo in testa e vinceremo, quindi non ci sarà bisogno di nessuna grande coalizione».
«Il Pd sapeva dello scandalo Mps»
Berlusconi attacca Bersani: «Nessuna tangentopoli, c’è solo il tentativo della sinistra di alzare una cortina di fumo sullo scandalo della banca senese»
