Politica

Casini: «Fare pulizia salvaguardando però le imprese»

Una nuova Tangentopoli? «Non so se se ne sia mai andata», replica il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini alle tante parole che hanno costellato la giornata politica. «Ma certo è che - ha...

Una nuova Tangentopoli? «Non so se se ne sia mai andata», replica il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini alle tante parole che hanno costellato la giornata politica. «Ma certo è che - ha aggiunto - bisogna fare pulizia, senza guardare in faccia a nessuno e tenendo presente che c’é da salvaguardare anche una realtà economica e industriale molto importante per il nostro Paese. Naturalmente - ha proseguito Casini - bisogna avere fiducia nella magistratura e confidare nell’equilibrio. Gli eccessi non hanno mai portato da nessuna parte. Naturalmente bisogna andare fino in fondo, senza rispettare santuari di nessun tipo». Per Antonio Di Pietro tornare all’epoca di Mani Pulite è gioco facile. Dall’altra parte della barricata ha vissuto tutte le giornate della prima tangentopoli. Anche il candidato alla Regione Lombardia Umberto Ambrosoli punta il dito contro Berlusconi. «È intollerabile sentir dire dal leader del Pdl che le tangenti non sono un problem «E ti pareva che non smentiva le cose dette ieri sulle tangenti? Fino a quando Berlusconi continuerà a prendere in giro gli italiani?» è stato invece il commento della capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro. Sullo stesso tono anche l’intervento del leader di Sel Nichi Vendola: «Questo è il copione tipico di Berlusconi: dire e negare, dire e negare. Intanto manda un messaggio criminale». «Lui – ha proseguito il governatore della Puglia – parla all'illegalità diffusa con la promessa del condono tombale e la naturalizzazione della tangente come se fosse un pezzo del paesaggio, un elemento di folclore nella competizione globale». Secondo Vendola, tutto questo «rappresenta la qualità morale di una classe dirigente che deve essere letteralmente cacciata dal Paese». Roberto Maroni invece sposa la tesi di Berlusconi che non ci si trovi davanti a una nuova tangentopoli. All'epoca, ha spiegato, c'era «un sistema diffuso a tutti i livelli e accettato». Poi, parlando di Finmeccanica, ha ribadito che «contrariamente alle insinuazioni di qualcuno, la Lega non ha niente a che fare con queste tangenti»

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