Attaccato al potere, capace di maneggiare quello economico pagando tangenti e quello delle Procure cercando di influenzare la magistratura, il Csm, schiacciando i giudici in pensione che lui ha messo nella vigilanza interna della spa di piazza Monte Grappa. Facendo paura alla stampa e cercando di fare pressioni sugli editori. La penna del gip di Busto Arsizio Luca Labianca traccia un profilo pungente dell’ammistratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi. Il giudice ne ha anche per l’ex ad di Augusta Westland, Bruno Spagnolini, della spa degli elicotteri in India. Ne parla come «consueto al pagamento di tangenti e vi è motivo di credere che tale filosofia aziendale si ripeta anche in futuro se non resa vana attraverso l’intervento cautelare». Le motivazioni del Gip sono gravi. «Gli indagati si sono attivati nel porre in essere condotte di sovvertimento della genuinità delle prove, anche con tentativi di pretesa modifica della linea operativa dell’ufficio inquirente che procede e con l’asservimento e, quanto meno, la ricerca di compiacenze presso i maggiori organi di stampa. Lo logica intessuta dagli indagati per sviare il normale corso delle indagini - prosegue il giudice - pone basi innazitutto nell’utilizzpo di magistrati in pensione che nel corso della loro carriera avevano ricoperto incarichi di vertice nell’organizzazione della giustizia». Sono Giuseppe Grechi già presidente della Corte d’appello di Milano e Manuela Romei Pasetti, già presidente della Corte d’appello di Venezia. È con laoro che tenta di riampazzare il posto di procuratore capo di Busto Arsizio, la Procura che sta indagando sulla vendita dei dodici elicotteri agli indiani. Il Gip è esplicito: Giuseppe Orsi ha avuto contatti con «ambienti del Csm per ottenere la nomina di un nuovo dirigente dell’ufficio inquirente procedente e dunque per ecludere dall’indagine il pm assegnatario del procedimento». Per il Gip, Orsi avrebbe anche una «strategia» per «costruire una campagna stampa a lui stesso favorevole, campagna che sembra essere anche prezzolata e dimostrare ancor piu delle sue logiche operative, o comunque a silenziare le voci dissonanti». Il presidente di Finmeccanica aha chiesto e ottenuto dal numero uno di Confindustria Giorgio Squinzi un intervento sui giornalisti del Sole 24 ore in merito al suo coinvolgimento nell’inchiesta. È il 24 novembre 2012 e Orsi chiama Squinzi per lamentarsi degli articoli comparsi sul giornale di Confindustria. Orsi: «Allora ascolta, io volevo dirti una cosa, non l’ho fatto...». Squinzi: «Sì». O.: «In tutti questi giorni però oggi mi sembra che abbia superato il limite, cioè il giornale che mi attacca di più è Il Sole (...). Ho veramente fatto fatica e non te ne avevo voluto parlare». S.: «No, oddio, per la verità io, forse sono un po’ distratto, ma non me ne sono accorto». O.: «Guarda, se tu leggi...». S.: «Comunque interveniamo subito, eh». O. fa il nome del giornalista i cui articoli lo infastidiscono, Dragoni, colpevolizzandolo di scrivere in tutti i pezzi a fianco del suo nome la parola "indagato". Squinzi cerca di rassicurarlo: «Sai con quei giornalisti... coi giornalisti è sempre un problema, non gli puoi dire niente (...) Però intervengo sul direttore, glielo dico». Le reazioni sono state immediate. Il Csm: «Allo stato non risulta nessun coinvolgimento di consiglieri o magistrati del Csm nella vicenda relativa alla misura cautelare emessa dall’autorità giudiziaria di Busto Arsizio nei confronti di Giuseppe Orsi». Nessun vuoto di potere in Finmeccanica dopo l’arresto del presidente e amministratore delegato Giuseppe Orsi. L'azienda assicura che la piena operatività gestionale sarà garantita dal fatto che il direttore generale Alessandro Pansa possiede già ampie deleghe. Ma la decapitazione del vertice fa scendere in campo il Tesoro, in pressing perché il gruppo «adotti tempestivamente un sistema di governance» per garantire la continuità gestionale. Finmeccanica comunque accelera i tempi e convoca per domani un Cda per affrontare la ridefinizione degli incarichi dei manager, mentre già parte il toto nomi per il dopo Orsi. Il premier uscente Mario Monti ha intanto assicurato che il Governo risolverà al più presto il nodo centrale: «C'è un problema relativo alla governance - ha detto - che affronteremo». E se appare al momento una possibilità' remota quella di un commissariamento, come chiesto da Cgil e Fiom, per l'eventuale successore di Orsi circolano già diversi nomi: oltre a Pansa, i nomi interni al gruppo più accreditati sarebbero quello dell'ad e dg di Mbda Antonio Perfetti e quello di Daniele Romiti di AgustaWestland. Mentre le soluzioni esterne più accreditate sono quelle dell'ad di Fs Mauro Moretti, dell'ad di Telecom Franco Bernabè e dell'ad di Avio Francesco Caio. Dopo il taglio dell'outlook da parte di Fitch, in vista di un possibile declassamento del rating, sul fronte italiano cresce la preoccupazione dei sindacati. Cgil e Fiom chiedono l'azzeramento del vertice del gruppo e la nomina di un commissario pro-tempore «per salvaguardare l'integrità dell'intero gruppo». No comment sulla vicenda dal ministro Corrado Passera.
«La filosofia è pagare tangenti»
Il GipVolevano sviare l’inchiesta usando magistrati in pensione Pressioni sulla stampa per asservirla. Telefonate in Confindustria