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Dall’inizio del conflitto quasi 70mila morti

LPN-MEDIORIENTE, GANGNAM STYLE DIVENTA SIMBOLO PROTESTA PALESTINESE Gaza, 12 feb. (LaPresse/AP) - Da fenomeno di costume di massa a simbolo di protesta politica. Il 'Gangnam Stylè, hit del rapper...

LPN-MEDIORIENTE, GANGNAM STYLE DIVENTA SIMBOLO PROTESTA PALESTINESE Gaza, 12 feb. (LaPresse/AP) - Da fenomeno di costume di massa a simbolo di protesta politica. Il 'Gangnam Stylè, hit del rapper sudcoreano Psy, è diventato lo strumento con cui un gruppo di palestinesi, guidati da Mohannad Barakat, ha voluto attirare l'attenzione del grande pubblico sulle difficoltà quotidiane nella Striscia di Gaza. A ritmo di musica il gruppo mostra cartelli che evidenziano i problemi di disoccupazione, della mancanza di carburante e del blocco imposto da Israele. I protagonisti del video danzano sulle spiagge della Striscia, in un salotto e per le strade, indossando in testa e al collo la kefiah, il tradizionale copricapo della cultura araba. Il video si conclude con il gruppo che danza di fronte a un posto di blocco israeliano per portare l'attenzione sulla restrizione agli spostamenti imposta ai residenti di Gaza da parte di Israele. La decisione di realizzare questo video, spiega Mohannad Barakat, è stata dettata dall'enorme diffusione del Gangnam Style nel mondo e quindi dalla possibilità che il progetto possa avere visibilità. Dal primo febbraio, giorno di pubblicazione su YouTube, il video è già stato cliccato oltre 70mila volte. efs/cba NEW YORK Sono quasi 70mila le vittime del conflitto in Siria, iniziato a marzo del 2011. Lo ha riferito l'Alto Commissario dell'Onu per i diritti umani, Navi Pillay, in un intervento pronunciato davanti al Consiglio di Sicureza. Il mese scorso la Pillay aveva riferito che i morti erano diventati 60mila. «Quel dato è ora probabilmente vicino a 70mila», ha affermato, riconoscendo poi gli errori commessi dalla comunità internazionale. «La mancanza di consenso sulla Siria e l'inattività sono stati disastrosi e a pagarne il prezzo sono stati i civili di entrambe le parti», ha precisato. «Saremo giudicati per la tragedia che si è manifestata davanti ai nostri occhi», ha concluso la Pillay.

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