Politica

Monti: «Una necessità abbassare le tasse»

Confronto con gli imprenditori lombardi: «Non restituiremo l’Imu ma l’abbasseremo»

a.dimajo@iltempo.it Conferma che abbasserà le tasse, che non restituirà l’Imu versata poche settimane fa ma che, in futuro, la cancellerà a metà dei cittadini. Non rinuncia nemmeno alla stoccata a Berlusconi e alla Cgil. Mario Monti non indietreggia di un millimetro ma, a due settimane dal voto, ammette: «Non ero abituato. Il ritmo del governo non è minore. È un’interessante esperienza complementare, per fortuna dura poco» ha detto a Mattino 5. Ha attaccato sia il Pdl sia il Pd. «C’è qualcosa di simile tra le promesse che vengono da Berlusconi su riduzione e rimborsi di tasse e condoni tombali e la visione della Cgil di un piano per il lavoro fondato sulla spesa pubblica». Si tratta di prospettive diverse, ammette il premier, ma entrambe portano a un «aumento della spesa pubblica». Piuttosto, ha precisato, «bisogna scongelare l’economia italiana, non possono avere più tanto potere di freno corporazioni e sindacati. In questo modo si può far ripartire l’economia, non promettendo soldi». Poi, a Monza, ha incontrato gli industriali. Gli italiani «sapranno distinguere tra le promesse fatte per decenni e mai mantenute e le proposte fatte da persone che sono state messe alla prova in situazioni difficili», come quella del 2011, ha esordito il Professore. Inoltre ha precisato che la riduzione delle tasse promessa «è una necessità», e sarà possibile «gradualmente e responsabilmente partendo da un bilancio pubblico strutturalmente in pareggio e sull’arco di cinque anni». Ha insistito: «L’agenda Monti non è una shopping list, ma una visione d’insieme». Il futuro è complicato: «La crisi economica non è passata ma è stata accresciuta da una crisi finanziaria - ha detto Monti - L’emergenza finanziaria non finirà domani per decisioni mirabolanti, servono misure che aggrediscano i diversi nodi. Bisogna passare da una shopping list a una visione d’insieme, e questo è il senso di avere un’agenda, per vedere quali forze sarebbero state al mio programma». A chi gli ha chiesto se i leader di Fli e Udc, Fini e Casini, si lamentino per la perdita di voti in favore della sua Scelta Civica, il Professore ha tagliato corto: «Non mi risulta affatto». Poi è tornato sul Fisco, il capitolo che domina la campagna elettorale fin dall’inizio. Il peso dell’Irap verrà dimezzato per il settore privato entro il 2017 ha affermato il premier: «C’è chi propone di abolire l’Irap da 15 anni e poi non fa nulla - ha detto alludendo polemicamente alle promesse del centrodestra - noi pensiamo sia possibile diminuirla sensibilmente tagliando il monte salari dalla base imponibile, perché è assurdo che chi assume lavoratori venga penalizzato. Oggi il gettito è di 32 miliardi, ci sarà una decurtazione a 20,8 al 2017, con un dimezzamento del peso sul settore privato». In materia fiscale «adesso che le condizioni sono più serene non vogliamo sicuramente fare promesse esplosive che poi richiederebbero, tra quindici mesi, l’arrivo di qualche altro "Professore immacolato" per poter gestire lo Stato italiano». Il leader di Scelta Civica ha poi ribadito la possibilità di una riduzione dell’Imu. La tassa sulla casa sarà «gradualmente ridotta» a partire dal 2013 «rendendola ancora più progressiva, per eliminarla da circa la metà delle prime case». Infine, in un incontro con le associazioni no profit, il Professore ha spiegato: «La stabilizzazione del 5 per mille è il dovere di una politica buona e aperta, se sarò il prossimo presidente del Consiglio mi impegnerò per stabilizzare il 5 per mille». Su questo tema c’è già una proposta di legge sottoscritta da 312 parlamentari.

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