Politica

Il popolo della Chiesa sorpreso ma non troppo «Ora uno più giovane»

Molti se lo aspettavano e pensano che sia stato un gesto giusto e onesto

m.gallo@iltempo.it Erano le 21,37 del due aprile 2005. Dopo una lunga agonia, il cuore di Giovanni Paolo II si fermò per sempre. Una morte temuta ma attesa che, in pochi minuti, spinse una moltitudine di fedeli sgomenti in piazza San Pietro. Una folla silenziosa, raccolta in preghiera, salutò per l’ultima volta con un abbraccio muto e affettuoso il Grande Papa, il pontefice carismatico e trascinatore che radunava masse di giovani intorno a sé. Ieri, otto anni dopo quella sera tiepida e drammatica, la piazza simbolo della cristianità era schiacciata sotto un cielo plumbeo e minaccioso, spazzata dal vento gelido di febbraio e attraversata dalle solite comitive di turisti e di religiosi di ogni nazionalità. Sembrava una giornata normale, un lunedì come tanti altri: i visitatori incolonnati lungo i portici, i venditori di souvenir che presidiavano via della Conciliazione, il traffico fitto e caotico. Solo le nutrite pattuglie di cronisti e di cameramen lasciavano intuire che qualcosa era successo, qualcosa di inusuale, un fatto storico senza precedenti. Molti non lo sapevano ancora. Anche se su uno dei maxischermi scorrevano le immagini di padre Lombardi che parlava dell’evento in conferenza stampa, l’audio era spento e nessuno poteva sentire che cosa stava dicendo il portavoce della Santa Sede. Ma le reazioni alla notizia delle dimissioni di Benedetto XVI non sono state tutte di sorpresa. Nei volti di chi apprendeva di questo gesto inedito non c’era sempre stupore. C’era chi se lo aspettava. Chi pensa che Ratzinger era già troppo anziano per accettare il suo gravoso incarico, chi definisce la sua scelta coraggiosa e onesta e altri che, invece, ritengono che solo Dio (come avvenuto per Wojtyla) poteva decretare la fine del suo mandato. Il popolo della Chiesa si divide anche sulle ragioni dell’abbandono anticipato di Ratzi: qualcuno è convinto che «sotto ci sia qualcos’altro», c’è chi fa riferimento alla strenua lotta contro la pedofilia del pontefice tedesco o pensa che ci sia una relazione con il recente scandalo del maggiordomo ladro. E chi esclude, invece, complotti ed evita dietrologie. «Non siamo stupiti, ha 87 anni e merita un break - osservano i sudafricani Andrei e Ilana - Per quell’incarico ci vuole una persona più giovane, con maggiore energia. Chi vorremmo come suo successore? L’importante è che sia aperto ai cambiamenti della società e che dia speranza alla gente in questi tempi difficili». Alcuni fedeli trascinano una grossa croce di legno fino alle scale del sagrato, si raccolgono e cominciano a recitare il rosario. I flash delle Nikon scattano, le telecamere immortalano la scena, mentre qualche goccia di pioggia comincia a bagnare i sampietrini. Padre Lombardi continua a parlare, inascoltato. «È un essere umano come noi e, se era stanco, ha fatto bene», sottolineano gli inglesi David e Linda, che non sapevano niente. «Nessuna sorpresa, c’erano molte voci in proposito - scandisce lapidario padre Anthony Dattilo, prete cattolico venuto dall’Ohio - Si sapeva che Benedetto era stanco, che non aveva più le forze per fare il suo lavoro e la sua è stata una mossa coraggiosa e "progressista". Che accadrà ora? Io penso che sarà lo Spirito Santo a indicare il nuovo Pontefice - continua il prete statunitense - Spero comunque che sia qualcuno del terzo Mondo, un sudamericano o un africano, sebbene the italian are very good e so che il più papabile in questo momento è l’arcivescovo di Milano Angelo Scola». Hmayak è armeno. E la pensa diversamente. Il Papa doveva restare «fino alla morte, perché se sei una persona santa devi svolgere il tuo ruolo sino in fondo. Non so se ha avuto pressioni - aggiunge - In ogni caso, il papa viene eletto dagli uomini ma il suo grande elettore è il Padre Eterno e la scelta la può fare solo lui...». Ilaria e Francesca, le prime italiane a esprimere la loro opinione, non se lo aspettavano: «Non c’erano state avvisaglie - spiegano - e ora bisognerà capire i motivi che lo hanno spinto a farlo. Forse, per il bene della Chiesa, ha voluto lasciare il posto a un papa più giovane. Chi vorremmo come successore? Un Pontefice di colore potrebbe essere una novità, non sappiamo se sarà fattibile, ma potrebbe rappresentare gli interessi dei più poveri». Anche per Angelo, che viene da Messina, è stata una doccia fredda: «L’ho saputo dalla tv e siamo stati presi così in contropiede che non riusciamo a pensare al dopo». Pure Salvatore e Dino sono siciliani, hanno 36 e 34 anni e all’inizio pensavano a uno scherzo: «Un amico m’ha detto che s’era dimesso perché io avevo voluto portare mia moglie a Roma - ironizza - Se non se la sentiva più, è giusto. Per la nostra generazione, comunque, il Papa è sempre Giovanni Paolo II. Ratzinger non ha lasciato una sua impronta, era freddo, distaccato, troppo "teologico". Ora ci aspettiamo una persona più giovane». Michele ha 50 anni e fa l’avvocato: «Dopo il gran rifiuto di Celestino V è la prima volta che accade nella storia e non so che cosa ci sia dietro, sebbene penso che la storia del maggiordomo c’entri poco - dice - Forse le due dimissioni hanno a che vedere con la crisi che la Chiesa sta vivendo come istituzione, nel suo rapporto con l’attualità. Spero che il prossimo Pontefice sia qualcuno che possa riavvicinare la Chiesa alla gente. È indispensabile superare i veti sull’uso dei preservativi, sul celibato dei preti, sul sacerdozio per le donne. Per noi italiani queste sono ferite aperte e per il Vaticano sono elementi che impediscono una selezione meritocratica. Infine, anche se Ratzinger era effettivamente più progressista e aperto di Wojtyla, Giovanni Paolo II resta inarrivabile per la sua capacità di comunicare». Beatrice ha 21 anni e si definisce atea. Ma le dimissioni l’hanno colpita: «Il suo è stato un gesto lodevole, ha avuto coraggio, è stato onesto», afferma. «Certo era un papa un po’ distante e poco trascinante», conclude. Sul perché della decisione non tenta dietrologie. Lo fa invece Alessia, sua compagna di viaggio ventiduenne: «Io non so dire che cosa, ma qualcosa dietro c’è. Ne sono certa...».

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