Politica

Berlusconi le canta a Fazio

Stasera prima puntata del Festival di Sanremo. Il Cav: «Se sarà di sinistra metà degli italiani non pagherà il canone». Attesa per l’apertura di Crozza

c.solimene@iltempo.it Non c’è mai stato un Festival di Sanremo senza il suo corollario di polemiche, spesso e volentieri legate alla politica. Non poteva fare eccezione l’edizione 2013, che cade a meno di due settimane dalle elezioni. E se finora i protagonisti si erano «pizzicati» a distanza, viaggiando più sul filo dell’ironia che dello scontro, ad alzare i toni ci ha pensato ieri Silvio Berlusconi. «Se Fazio farà una Festa dell’Unità invece del Festival - il senso delle sue dichiarazioni - so per certo che il 50% degli italiani non pagherà il canone Rai». Poi l’ex premier ha spiegato il perché della sua avversione verso la kermesse: «Già abbiamo difficoltà a far conoscere le nostre proposte per l’assurda par condicio, ora ci si è messo anche il Festival a sottrarci spazi». Berlusconi ha però chiuso cercando di sdrammatizzare: «Sarei contento se Fazio mi invitasse - ha scherzato - e farei molto meglio di lui, visto che oltre a presentare potrei anche cantare». Parole alle quali ha reagito a stretto giro il conduttore della rassegna: «Berlusconi non ha ancora pagato il canone? - ha detto - Beh, ha tempo per farlo fino al 28 febbraio. E senza alcuna sovrattassa». A provare a gettare acqua sul fuoco è stato il direttore di Rai Uno Giancarlo Leone: «Dopo aver visto il Festival - la sua rassicurazione - l’ex premier pagherà convintamente il canone». Il realtà il timore che si assista a una rassegna molto politicamente schierata resta fondato. Le stesse parole di Fazio lasciano aperto qualsiasi spiraglio: «Il Festival non può isolarsi dalla realtà esterna - ha spiegato il conduttore - ma confidiamo nella maturità degli italiani che sapranno dare il giusto peso agli sketch e alle battute dei comici». E il primo comico chiamato in causa sarà Maurizio Crozza. Reduce dal successo del suo «one man show» su La7 e dalle sempre apprezzatissime copertine di Ballarò , difficilmente stasera Crozza non regalerà al pubblico sanremese alcune delle sue imitazioni più note. Anche se gli ultimi fatti di cronaca, con le inaspettate dimissioni di Benedetto XVI dal Papato, hanno tolto un po’ di «pressione» ai politici. Possibile che il comico, avendo «carta bianca» sul contenuto del suo show, decida alla fine proprio di sfidare la sensibilità degli spettatori cattolici imitando il Papa. O che magari colga due piccioni con una fava, interpretando un Berlusconi desideroso di ereditare dal Santo Padre il soglio pontificio, magari con già addosso l’abito talare. Di fatto, il velo di mistero sul monologo di Crozza si alzerà solo con la sua esibizione visto che dall’entourage del comico non filtrano indiscrezioni e le prove generali di stamattina dovrebbero svolgersi addirittura in un luogo segreto. La decisione del Papa è entrata comunque nell’ordine del giorno del Festival con la frecciata che, ancora una volta, Fazio ha tirato ai politici: «Voglio vedere se se la prendono anche con lui per avere oscurato le elezioni»... Ma le sorprese a carattere «politico-religioso» non finiscono qui. Il conduttore l’ha anticipato in conferenza stampa: «Tratteremo anche il tema delle nozze-gay, ovviamente col massimo della sensibilità». Durante la puntata di stasera saliranno sul palco Stefano Olivari e Federico Novaro, una coppia gay di Torino in procinto di partire per New York per sposarsi giovedì 14, giorno di san Valentino. Indiscrezioni parlano del desiderio dei due di baciarsi in diretta tv, ma di questo specifico particolare non si è parlato con i giornalisti. Si tratta di un altro momento che potrebbe urtare la sensibilità dei cattolici più intransigenti. E, magari, rinfocolare la polemica anti-canone inaugurata da Berlusconi. Polemica che in breve tempo è stata rinforzata da altri esponenti del centrodestra. «Vista la presenza del super partes Crozza al Festival di Sanremo e le anticipazioni rilasciate dai presentatori relative alle prossime elezioni politiche - ha tuonato il leghista Roberto Calderoli - proporrò a Maroni e ai partiti alleati della coalizione di porre come uno dei primi punti del programma elettorale l’abolizione del canone Rai». Diverso il punto di vista dell’ex ministro Renato Brunetta, che se l’è presa con i vertici Rai colpevoli di non aver pubblicato i compensi ad autori, presentatori e collaboratori del Festival «violando apertamente la norma sulla trasparenza del 2007». E se Maurizio Gasparri si limita ad augurarsi che «non ci sia da parte di nessuno l’uso improprio del Festival di Sanremo, un uso strumentale per dare una mano a "compagni" in affanno», il segretario federale della Lega Roberto Maroni capovolge il quadro e vede nella rassegna canora un’inaspetta- ta arma segreta a vantaggio della destra: «Sono curioso di vedere Crozza e la Litizzetto, di vedere se prenderanno, come penso, posizioni politiche. Ma è tutto da scoprire l’effetto: se si mettono ad attaccare Berlusconi, me e il centrodestra, non è detto che questo porterà voti al centrosinistra. Anzi, potrebbe essere tutto il contrario».

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