Giornata di «riposo» ieri a Siena nell’ambito dell’inchiesta che ruota attorno al Monte dei Paschi. Dopotutto lo aveva già anticipato il sostituto procuratore Antonino Nastasi, uno dei titolari delle indagini, parlando con i giornalisti: «Anche nostro Signore il settimo giorno si riposò». L’ipotesi più concreta è che i tre magistrati abbiano approfittato della domenica per rivedere le carte e, soprattutto, il verbale del lungo interrogatorio (allafine 16 ore complessive) dell’ex direttore generale di Mps Antonio Vigni. Interrogatorio che, tra l’altro, non è ancora terminato visto che Vigni, in un giorno ancora da definire ma di certo non oggi, dovrà nuovamente presentarsi in Procura (notizia confermata da uno dei suoi avvocati difensori). Di certo l’agenda dei pm è piuttosto piena. Già oggi dovrebbero esserci i primi appuntamenti con gli indagati e con altre persone informate sui fatti. E tra queste dovrebbe esserci anche Emilio Botin, presidente di Banco Santander, l’istituto spagnolo che nel novembre 2007 dopo una brevissima trattativa vendette Antonveneta al Monte in cambio di 9,3 miliardi di euro, incassando una notevole plusvalenza (tre mesi prima aveva acquistato l’istituto veneto per 6,6 mld). A Botin saranno chieste spiegazioni sulla forma di pagamento (compresi gli ormai noti otto diversi bonifici) e sul perché non volle la «due diligence». Il banchiere spagnolo sarebbe già stato convocato come persona informata sui fatti ma avrebbe declinato l’invito. Ora, invece, avrebbe fatto sapere di essere pronto a rispondere alle domande dei pm ma non è chiaro se verrà, e quando, a Siena o se sarà sentito con una rogatoria a Madrid. Sempre a partire da oggi dovrebbero esserci anche una serie di incontri con i magistrati delle altre procure che, in qualche modo, sono legate all’inchiesta (Forlì, Milano, Roma e Trani). Mentre altri fronti giudiziari portano nuovamente oltre confine, a Lugano. Qui, grazie alle indagini sulla Lutifin Services sarebbe emerso come Gianluca Baldassarri, ex responsabile dell’area finanza di Mps, il suo vice Paolo Toccafondi e tre brokers esterni usassero il Monte - secondo i pm - per il proprio tornaconto. Intanto il segretario del Pdl Angelino Alfano torna all’attacco della sinistra: «È giusto non dimenticare che il Monte dei Paschi di Siena è un problema tutto di sinistra. Da giorni e giorni la sinistra italiana non si pronuncia su Mps. Quella è una questione tutta della sinistra italiana una mala gestione di una grande banca che rischia di essere rovinata negli ultimi cinque anni. Non possono fare finta di niente. La nostra richiesta è facciano chiarezza. Continueremo a chiedere la verità. Non possono fare la parte di chi è appena sbarcato dalla luna».
I magistrati pronti a sentire il presidente di Santander Botin
