Le sanzioni per gli ex vertici di Mps dovrebbero arrivare entro marzo. Lo ha detto il direttore generale della Banca d'Italia, Fabrizio Saccomanni, durante il Forex. Il procedimento sanzionatorio, secondo il manager, ha i suoi tempi anche per garantire la tutela delle persone sotto accusa. Saccomanni poi spiega che «la Banca d'Italia realizzò nel 2011 con Mps due operazioni di prestito titoli e non ci fu «nessuna operazione sottobanco». Rispondendo indirettamente alla critiche dell'ex ministro dell'economia Giulio Tremonti che le ha definite operazioni segrete, ha precisato che «si tratta di prestiti che sono propri dell'attività della banca centrale. È stato alzato un polverone ma non c'è nessun mistero». Saccomanni non conferma le indiscrezioni sull'ammontare di queste operazioni (circa 2 miliardi secondo il Wall Street Journal) e aggiunge che in l'Italia sono state fatte solo le due operazioni con Mps e nessun'altra. Il direttore aggiunge che si tratta di interventi tipici di una banca centrale in quanto prestatore di ultima istanza. Operazioni del genere, ricorda, sono state fatte anche da altre banche centrali nazionali in europa. Sul caso Mps il Governatore si è profuso lungamente: ben 5 pagine del suo intervento, su 15, sono dedicate a quelle che definisce «gravi vicende». L'intervento di Bankitalia, ha rivendicato il governatore, «ha consentito di preservare la stabilità» di Banca Mps «in un contesto di gravi e crescenti tensioni finanziarie, migliorandone il grado di capitalizzazione e avviando a normalizzazione la precaria situazione della liquidità». Visco ricorda che i Monti bond non costituiscono «il salvataggio di una banca in crisi», a differenza «di quanto avvenuto in molti casi all'estero». Al contrario, costituiscono «un prestito, concesso dallo Stato a un costo particolarmente elevato e crescente nel tempo». Quanto alle ormai celebri transazioni in derivati Alexandria, Santorini e Nota Italia, secondo Visco quelle operazioni «sono state rappresentate, anche alla Banca d'Italia, come strumenti di finanziamento e di copertura di posizioni in titoli di Stato detenute con finalità di investimento a lungo termine». La «correzione della rappresentazione contabile di queste operazioni» determinerà «un rilevante effetto negativo» sul patrimonio netto a fine 2012, ma «non tale da pregiudicare l'adeguatezza patrimoniale complessiva della banca». E, sottolinea ancora Visco, «le transazioni ritenute illegittime sono state portate a conoscenza delle competenti autorità giudiziarie», cui Bankitalia, inclusa la Vigilanza, offre «piena collaborazione». Insomma, per il governatore palazzo Koch ha fatto tutto il possibile, con i poteri di intervento a disposizione. «Nella sua azione di supervisione, la Banca d'Italia ha da tempo intensificato il confronto con gli esponenti aziendali, richiamandoli alle loro responsabilità», rimarca il Governatore. La banca centrale ha «imposto regole volte ad assicurare la funzionalità e l'adeguata composizione dei consigli, nonchè la trasparenza nei processi di nomina». Tuttavia, i requisiti di onorabilità e professionalità per gli amministratori «sono fissati con normative rigide: la decadenza può essere dichiarata solo per difetto di criteri tassativamente elencati». Oggi, se la banca non è in una situazione di crisi, «la Banca d'Italia può chiedere agli azionisti di rinnovare il vertice aziendale, ma non può incidere sulle loro decisioni, nè direttamente rimuovere un amministratore». Pertanto, perchè l'operato della vigilanza possa diventare più incisivo, secondo Visco «il quadro normativo va rafforzato» e l'autorità di vigilanza «deve poter intervenire efficacemente nei casi in cui, sulla base di fondate evidenze, ritenga necessario opporsi alla nomina di esponenti aziendali o rimuoverli dall'incarico». Ieri al Forex era presente anche il presidente di Mps Profumo che ha sottolineato «l’ottimo rapporto con la Fondazione» e che Mps «è solida». Il presidente ha auspicato l’arrivo di un socio finanziario, e non industriale, «perchè siamo assolutamente convinti che questa banca può benissimo stare in piedi in modo autonomo e indipendente». Profumo ha aggiunto che si attende che gli «azionisti sottoscrivano un aumento di capitale» ma «in questo momento è tecnicamente impossibile andare sul mercato». Intanto ieri si sono svolti alla Procura di Siena gli interrogatori di Alessandro Daffina il banchiere che per conto di Rothschild Italia ha curato la trattativa tra la banca spagnola Santander e Mps su Antonveneta e dell'ex direttore generale di Banca Mps Antonio Vigni.
Le sanzioni al Monte Paschi arriveranno entro marzo
Il caso Il direttore generale di via Nazionale Saccomanni: «Non ci fu nessuna operazione sottobanco»
