Politica

Ingroia tira la volata a Silvio «Il Pd è un partito vecchio»

ScontroIl leader di Rivoluzione civile vede una flessione nei sondaggi e attacca «Bersani ormai ha scelto Monti, l’unico voto di sinistra è quello per noi»

Il bue che dice cornuto all’asino. Tra Pd e Ingroia è scontro aperto e da entrambi i lati parte la stessa accusa: «Il vero nemico è Berlusconi, ma tu sembri non capirlo e accusi me». È il leit motiv di questa campagna elettorale, dove la rimonta del Cav ha costretto gli schieramenti a contrastare, più che l’avversario, i «competitori». Cioè quei partiti che stanno dalla stessa parte e che, per questo motivo, rischiano di sottrarre alla coalizione principale i famigerati «voti utili». Ma se per Berlusconi la lista di Giannino è in fondo una preoccupazione relativa - i sondaggi danno Fare all’1,4% - per Bersani la Rivoluzione Civile di Ingroia sta diventando un incubo. E il pm siciliano - senza ex, non si è mai dimesso da magistrato - mostra di saper interpretare alla grande il ruolo di guastatore, destinando ai Dem gran parte dei suoi attacchi. Ieri Ingroia era a Palermo per un confronto tra candidati e aveva al suo fianco Pietro Grasso, ex capo della Procura antimafia ora in lista col Pd. E se quest’ultimo provava a gettare acqua sul fuoco dicendosi pronto a scrivere una legge sulla corruzione insieme al leader di Rivoluzione Civile, Ingroia era invece durissimo: «Bersani - ha detto - è il capo di un partito vecchio che non si è rinnovato». Non solo, «il Pd non smette mai di attaccarci, siamo noi il suo nemico. D’altronde si era già capito nel momento in cui hanno scelto di sostenere Monti col Pdl e di approvare la legge sull’autoriciclaggio». Infine, un nuovo affondo sul caso Montepaschi. Il tutto per contendersi i voti di un’area che, dai giorni trionfali delle primarie, ha cominciato a contrarsi pericolosamente. L’appello al voto utile fatto da Renzi e da altri big di via del Nazareno qualche effetto l’ha sortito. Gli ultimi sondaggi segnalano una lieve perdita di consensi per Rivoluzione Civile. Ingroia dice di non preoccuparsi, ipotizza cifre manipolate «per scoraggiare i nostri elettori» e, con l’alleato Di Pietro, continua a rivendicare l’utilità del voto alla sua lista, «così il Pd potrà governare con noi e non con Monti». Il problema è che anche le previsioni più rosee, quelle in Campania, danno Rivoluzione Civile al massimo al 7%. Incapace, quindi, di raggiungere il quorum per eleggere senatori. Ma capacissima di sottrarre voti vitali al centrosinistra. Chi l’avrebbe detto che, un giorno, Silvio Berlusconi avrebbe dovuto ringraziare uno dei suoi più temuti nemici.

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