Politica

Nuove accuse per l’ex direttore generale Mps

Nuova accelerazione nell’inchiesta Monte dei Pashi di Siena. Interrogatori a raffica nel palazzo di Giustizia di Siena, dove i magistrati ieri hanno sentito alcune persone informate sui fatti. E oggi, invece, interrogheranno nuovamente l’ex direttore genale di Mps Antonio Vigni, già ascoltato mercoledì scorso. Nei suoi confronti i pm toscani gli contesteranno l’accusa di aver nascosto alla banca d’Italia i termini esatti di un’operazione con «Nomura», firmata il 31 luglio 2009, nell’ambito degli interventi per finanziare l’acquisto di Antonveneta. L’ex dg di Mps è indagato poiché per i pm senesi ha manipolato il mercato diffondendo false informazioni e di aver ostacolato anche gli organi di vigilanza. Dall’inchiesta è venuta alla luce anche un contratto che Vigni avrebbe tenuto nascosto nella sua cassaforte e che sarebbe stato scoperto dal nuovo amministratore delgato Fabrizio Viola. Documento che conterrebbe i termini di un accordo tra Nomura e Mps che non sarebbe stato comunicato a Bankitalia dallo stesso Vigni. In base a quanto risulta dalle carte della Guardia di Finanza, l’acquisizione di Antonveneta ha comportato per la banca senese, sotto un profilo economico, «un esborso di 19 miliardi di euro, di cui nove per l’acquisto e altri dieci circa per il rimborso delle esposizioni intragruppo di Antonveneta con Abn Amro». Per quanto riguarda gli interrogatori, sempre domani sarà sentito come persona informata sui fatti anche Alessandro Daffina, responsabile di Rothschild Italia che curò l’acquisizione di Antonveneta da Santander. E ieri, invece, i pm di Siena, insieme con i colleghi di Firenze, hanno sentito come testimone, Alberto Monaci (Pd), presidente del Consiglio regionale della Toscana. E prima di lui i magistrati hanno ascoltato come persona informata sui fatti il senatore Paolo Amato, ex Pdl, che ha accusato il partito di connivenze nella gestione del sistema di potere senese. I pm di Firenze si occupano dell’inchiesta su Credito Cooperativo fiorentino, l’ex banca presieduta da Denis Verdini.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.