Tutti uniti contro Berlusconi. Riesce fuori ancora una volta il tema del conflitto d’interessi, arma privilegiata degli antiberlusconiani in campagna elettorale. Da quasi vent’anni. Ma se Bersani e Ingroia sono d’accordo sul merito, non lo sono invece su tempi e modi di proporre la legge sul conflitto d’interessi. Del resto, c’è la campagna elettorale. La competizione, soprattutto tra il Partito democratico, Sel e Rivoluzione Civile è inevitabile. «Bersani sfida Berlusconi a colpi di sparate elettorali: quella sul conflitto d'interessi è l'ultima. La domanda è: perché solo ora e non l'hanno fatto mentre erano al governo? Il centrosinistra è in ritardo di vent'anni! La legge sul conflitto d'interessi sarà il primo provvedimento di Rivoluzione civile» afferma in una nota Antonio Ingroia, candidato premier del partito ispirato dal sindaco di Napoli De Magistris. «Firmiamo con convinzione l'appello di Articolo 21 sulla libertà d'informazione». Così spiega il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, candidato con Rivoluzione Civile, che aggiunge: «La cancellazione del conflitto d'interessi sarà la prima proposta di legge che porteremo in Parlamento. È necessario cancellare immediatamente questa anomalia che affligge il Paese e pesa come un macigno sulla nostra democrazia. È una battaglia che l'IdV ha portato avanti in questi anni e rappresenta la priorità anche per Rivoluzione Civile». L’ex ministro è determinato e continua: «Bisogna abolire la legge Gasparri e liberare la Rai e le Autorità di garanzia dall'ingerenza dei partiti e della politica - ha aggiunto Di Pietro - L'IdV è stata l'unica forza che non ha partecipato alla lottizzazione trasversale delle poltrone e dei posti di potere all'interno del servizio pubblico radiotelevisivo. Queste sono le condizioni minime per liberare l'Italia da ogni forma di censura e per difendere a pieno il diritto dei cittadini ad essere informati. Rivoluzione Civile, pertanto, condivide l'agenda di Articolo 21 sulla libertà d'informazione». Pochi giorni fa era stato il leader di Sel Nichi Vendola a mettere le cose in chiaro: «L'Italia è un'anomalia che sta sfrondando nel novero delle democrazie occidentali. Ecco, dunque, l'impegno a cambiare rotta sui diritti fondamentali, appena entrati in Parlamento; a cominciare anche da una legge sul conflitto di interessi e di riforma drastica della Rai». Il governatore della Puglia è stato chiaro in un'intervista sul sito www.articolo21.org. «La legge sul conflitto di interessi - afferma Vendola - tante volte invocata e troppe volte rinviata rappresenta davvero uno spartiacque nella storia politico culturale del nostro paese. Siccome il berlusconismo è stata una potente forma di violazione di qualunque idea di separazione tra interessi pubblici e interessi privati; siccome il mancato appuntamento con questa norma di legalità ha rappresentato non soltanto un'esibizione di onnipotenza da parte della destra, ma anche la più masochistica esibizione d'impotenza da parte del centrosinistra: ecco, per tutte queste ragioni non possiamo che partire di qui. Solo il varo di un'efficace normativa contro i trust e contro i conflitti d'interessi può rappresentare il congedo effettivo dal Ventennio che ci sta alle spalle». Per Vendola, inoltre, «il duopolio Rai-Mediaset si è via via trasformato in una subordinazione dei palinsesti e dell'indotto economico della Rai. Da un lato, Berlusconi e i suoi uomini rappresentavano il "dominus assolut" sia dell'emittenza privata, sia dell'emittenza pubblica e, dall'altro, hanno orientato il mercato delle risorse in chiave promozionale per le aziende dell'allora presidente del Consiglio». E se anche il leader di Scelta civica, Mario Monti, s’è espresso più volte sulla necessità di una legge sul conflitto di interessi, pochi giorni fa Berlusconi ha spiegato: «Non penso a nessun "blind trust", la legge sul conflitto d'interessi c'è già e funziona benissimo».
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