g.coletti@iltempo.it Tre leader contro Sanremo "rea" di rubare la scena mediatica alla tribuna elettorale, a ridosso delle elezioni. A quanto si apprende, in base al sorteggio effettuato dalla commissione di Vigilanza Rai, a Berlusconi, Bersani e Monti sono toccate le conferenze stampa dei capi lista in prima serata su Rai2 tra martedì 12 e giovedì 14 febbraio, proprio mentre su Rai1 sarà in onda il popolarissimo Festival della canzone italiana. Berlusconi punta il dito, ma solo perché la Rai non ha spostato la competizione della canzone italiana che grava sugli ultimi fatidici giorni della campagna elettorale, che incideranno sulla vita degli italiani, complicando la comunicazione politica. «Sanremo andava assolutamente spostato - ha detto l’ex presidente del consiglio durante una video chat con il sito del Messaggero - ed è incomprensibile la decisione della Rai, tanto più che ci stiamo giocando il nostro futuro con le prossime elezioni». Nel dicembre scorso si era affacciata l’ipotesi di uno slittamento della manifestazione. A spingere per l’ipotesi di un rinvio erano state anche le preoccupazioni legate al possibile ingorgo tra il festival e la programmazione pre-elettorale imposta alla Rai dalla legge sulla par condicio. Ma il 20 dicembre dalla Rai è arrivata la conferma della collocazione già prevista. E così la comunicazione politica, già complicata dall’odiata par condicio, avrà un intralcio in più. «Il Festival di Sanremo - avverte Berlusconi - si aggiunge alla par condicio e complica la possibilità di comunicare. La par condicio è la legge più assurda che si poteva immaginare e che vige solo nel nostro sistema. Anche il più piccolo partito ha lo stesso spazio in tv del grande». Fazio ironico replica su Twitter: «Se dobbiamo spostare Sanremo ci dica dove». Maroni, invece, il principale alleato, getta acqua sul fuoco: «Sanremo lo guardo e lo guardo tutti gli anni, perché mi piace la musica» ha detto l’ex ministro dell’Interno. Il sorteggio twittato dal direttore di Rai Uno Giancarlo Leone non fa che confermare le paure. «Monti, Berlusconi e Bersani sorteggiati per conferenze stampa Vigilanza su Rai2 il 12, 13 e 14 febbraio, durante Festival». Ovvero saranno riservati loro i consueti spazi riservati all’approfondimento elettorale, anche durante le serate di Sanremo. Ma il punto non è solo questo, cioè che il popolare Festival su Ra1 potrebbe distogliere l’attenzione degli italiani, facendo concorrenza sleale. La stessa che potrebbe sortire la sola presenza dei pur bravissimi conduttori, Fazio-Littizzetto. Nessuno ha dimenticato la frase di una scatenata Littizzetto che a dicembre commenta il ritorno in politica di Berlusconi «Hai rotto il c.» disse neanche due mesi orsono, a dicembre, a "Che tempo che fa". Da qui i timori che, al solo ricordo, il Festival si trasformi in uno spottone elettorale a senso unico, e in che senso va da sé. Intanto Berlusconi cresce in credibilità nei sondaggi. Il 49 per cento, uno su due, la metà degli italiani, credono che restituirà i soldi sborsati per l’odiata Imu (dati Swg). Sempre in zona Riviera un’altra polemica: quella sulla presenza di Carla Bruni a Sanremo. Dopo la presa di posizione della pidiellina Daniela Santanché contro la partecipazione della ex premiere dame di Francia alla Kermesse dell'Ariston, ieri a scendere in campo è anche il consigliere di amministrazione della Rai, Antonio Verro. «Una presenza assolutamente inopportuna, è una marchetta commerciale, non ci sono motivazioni artistiche internazionali», scandisce dai microfoni di Radio 24. Auspicando, quindi, un ripensamento da parte del conduttore Fabio Fazio. In tal caso, dice, «ne sarei felice». Promozione, invece, per la Littizzetto («mi è simpaticissima»), ma non nasconde le sue preoccupazioni: «Spero non entri a gamba tesa sulla politica». «La Bruni viene solamente per promuovere il suo disco - afferma Verro - non mi sembra ci siano motivazioni così signficative, il panorama artistico internazionale non ne soffrirebbe. Il ruolo che sembra avere avuto nella vicenda Battisti è veramente molto ambiguo e discutibile. Spero che Fazio la incalzi costringendola a farle prendere le distanze "senza se e senza ma" rispetto a questi atti di terrorismo. Trovo sia sbagliato invitare la Bruni - insiste - non nutro alcuna simpatia nei suoi confronti: una persona che orgogliosamente, in più di un’occasione, ha rivendicato di non essere un’italiana».
Berlusconi: Sanremo andava spostato
La polemica E il popolo Pdl teme che la coppia Littizzetto-Fazio si trasformi in spot per la sinistra Il Cav cresce in credibilità. Un italiano su due pensa che restituirà i soldi sborsati per l’odiata Imu
