Voto palese. È la decisione della giunta per le autorizzazioni a procedere presieduta da Pietro Grasso, maturata sul filo di lana con 7 voti contro 6 e indirizzata dall’opzione di Linda Lanzillotta, vicepresidente del Senato e componente di Scelta civica, la quale ha detto sì al voto palese sul caso della decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. Ma ha motivato in maniera diversa dal Pd e da M5S la sua scelta: per la prima volta si è di fronte all'applicazione della decadenza di un senatore e non vi sono né norme né prassi interpretative che regolino il voto. Le uniche chiavi interpretative sono quelle del regolamento della Camera: voto palese perché si delibera sullo status di parlamentare e non sulla singola persona. Diversi i casi di ineleggibilità e incompatibilità per cui la prassi prevede il voto segreto. Dunque voto palese per la sola decadenza che riguarda un mero accertamento di fatto: l'integrità morale dell'assemblea. Immediate le reazioni di parte politica. Scossoni all’assetto del governo.
Caso Berlusconi: la decadenza si decide con voto palese
La giunta per le autorizzazioni a procedere si è espressa con 7 voti contro 6
