«La prospettiva di una maggiore integrazione europea può uscire rafforzata dalla attuale crisi economico finanziaria perchè è sempre più chiaro che, nello scenario globale dei tempi in cui viviamo, per competere e garantire i diritti dei cittadini serve più Europa e non meno Europa». Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini, aprendo a Montecitorio i lavori del convegno 'Da Alcide De Gasperi ad Altiero Spinelli, dalla Comunità economica all'Unione europeà, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «Le varie difficoltà e battute d'arresto conosciute nel corso del processo di costruzione europea -ha aggiunto Fini- non devono scoraggiare perchè non hanno fin qui mai impedito al processo di riprendere il proprio cammino con maggiore vigore di prima. Anche in questi ultimi mesi, nei quali l'attenzione si è giustamente rivolta in modo pressante al problema dei debiti sovrani e alla crescita economica fra tante battute d'arresto, c'è da registrare un importante passo verso una più ampia integrazione europea con il Consiglio europeo del giugno scorso e le sue rilevanti decisioni sulle misure per la promozione dello sviluppo e il riequilibrio del mercato finanziario». «Le nuove sfide globali impongono il ripensamento della politica e della democrazia in uno spazio sovranazionale. Ed è auspicabile, a tale scopo, una maturazione complessiva delle culture politiche, oltre le prevenzioni ideologiche e i riflessi condizionati ereditati dal passato», ha rilevato inoltre Fini. Il progetto europeo, ha sottolineato Fini, «ha nuovamente bisogno di ritrovare slancio e vigore presso l'opinione pubblica continentale. E alle classi dirigenti dei 27 Paesi dell'Ue spetta oggi il compito di indicare con coraggio e convinzione nuove mete per il consolidamento delle istituzioni comunitarie; e di rifuggire dalla tentazione di assecondare, come purtroppo talvolta è accaduto, le diffidenze, le paure e le pulsioni regressive presenti in una parte della pubblica opinione». In tal senso, «l'insegnamento dei 'padri fondatorì dell'Europa offre non soltanto modelli di pensiero, ma anche e soprattutto, modelli di azione. Pensiamo -ha rilevato Fini- a De Gasperi, Schuman e Adenauer. Pensiamo a quanto potesse apparire ardua la loro sfida di promuovere un trattato di cooperazione economica, la Ceca, in un Continente ancora cosparso delle macerie materiali e morali causate dalle immani distruzioni belliche di pochissimi anni prima». «Oggi le classi dirigenti europee devono guidare i rispettivi Paesi in una fase infinitamente meno drammatica. Ma la necessità di costruire il futuro richiede analoga tensione ideale e analoga capacità di edificare solide istituzioni comuni», ha concluso Fini. (Fer/Ct/Adnkronos) 28-GEN-13 11:34 NNN
Fini fa il furbetto
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