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Articolo 18, Cgil-Cisl-Uil all'attacco Fornero: preoccupata e rammaricata

Decine di migliaia di lavoratori della pubblica amministrazione sono scesi oggi nelle piazze italiane per chiedere al Governo di modificare la manovra correttiva. I sindacati hanno parlato di "alta adesione" allo sciopero proclamato unitariamente per oggi mentre il ministero della Funzione pubblica ha diffuso dati di poco superiori all'8,7%. I sindacati non hanno diffuso cifre ma hanno sottolineato che disagi ci sono stati soprattutto per il rinvio delle visite specialistiche e degli interventi programmati ma anche negli uffici. "Sono stati invece eseguiti - ha spiegato il segretario generale della Fp-Cgil Rossana Dettori - tutti gli interventi urgenti e sono stati garantiti tutti i servizi essenziali come gli interventi dei vigili urbani. In alcuni casi - ha detto a proposito del blocco del turn over e delle difficoltà di organico - in sala operatoria grazie al numero minimo garantito c'erano più persone che nei giorni normali". Disagi ci sono stati nei servizi non urgenti (richiesta di certificati) mentre nella scuola si sono limitati al minimo dato che lo sciopero è stato di una sola ora. A sostegno dello sciopero sono scesi in piazza davanti a Montecitorio i leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Barricate di Cgil, Cisl e Uil Chiaro il messaggio delle tre sigle sindacali: "Il Governo prenda atto del segnale mandato dai lavoratori della pubblica amministrazione, correggendo la manovra nel segno dell'equità e aprendo un tavolo di confronto sui temi del lavoro pubblico, dalla contrattazione nazionale e decentrata alla riorganizzazione degli enti, dalla previdenza ai servizi pubblici locali". Scontro sull'Articolo 18 Raffaele Bonanni ha respinto qualsiasi ipotesi di modifica dell'Articolo 18 su cui invece ha aperto il ministro del Welfare Elsa Fornero. "Sono molto preoccupato per quello che sta accadendo, a 12 ore dall'approvazione della manovra già si aizza la gente su una materia che si sa che crea problemi", ha detto il segretario della Cisl al presidio dei sindacati in piazza Montecitorio. "La precarietà è il frutto della flessibilità pagata male", ha assicurato, "il governo deve fare sì che si paghi di più il lavoro flessibile". Dunque, ha insistito, "sfidiamoci sul fatto che chi è più flessibile si paga di più e chi è meno flessibile si paga di meno" Il ministro Fornero "preoccupata e rammaricata" La reazione dei sindacati alla posizione del ministro del Lavoro Fornero sull'Articolo 18 "preoccupa" il ministro che confessa: "Non la capisco: il mio era esattamente un invito al dialogo". Le parole di Bonanni e Angeletti la preoccupano non "sul piano personale ma soprattutto per le implicazioni per il Paese". Confindustria: nessun attacco ai sindacati Non c'è nessun attacco da Confindustria ai sindacati in materia di mercato del lavoro, ma la riforma va affrontata senza totem o tabù. Questa la posizione espressa oggi dal Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, all'indomani del botta e risposta tra il Ministro Fornero e la Cgil. Il titolare del Welfare ieri aveva invitato a non considerare l'articolo 18 come un "tabù" ma per il sindacato di Corso Italia, non c'è nessuna disponibilita' a parlarne. Oggi, la leader degli industriali a proposito di un confronto sul mercato del lavoro, ha detto: "Ci siederemo a questo tavolo con la volontà di lavorare e collaborare. In una situazione come questa, come ha detto il ministro Fornero, non ci sono più totem o tabù. La riforma del mercato del lavoro va affrontata per tornare a crescere", ha sottolineato la Marcegaglia. Poi ha precisato che da parte di Confindustria "non c'è nessun attacco ai sindacati", aggiungendo che "da parte nostra c'è la volontà di collaborare. Recentemente abbiamo siglato un accordo anche con la Cgil".   Camusso: Art. 18 norma di civiltà Susanna Camusso ha ribadito che "bisogna cambiare strategia per dare un futuro al Paese" perche' "non ci sono salvatori della patria con ricette giuste". "L'art.18 è una norma di civiltà, perche' dice che non si può licenziare un lavoratore perche' sta antipatico o perché fa politica o appartiene al sindacato". Camusso, riferendosi alle parole del ministro del Welfare, Elsa Fornero, sulle possibili modifiche all'art.18 dello statuto dei lavoratori, ha aggiunto che si tratta di una norma che "ha potere deterrente ed è per questo che la si vuole togliere". Anche Raffaele Bonanni ha respinto qualsiasi ipotesi di modifica dell'articolo 18 su cui invece ha aperto il ministro del Welfare Elsa Fornero. "Sono molto preoccupato per quello che sta accadendo, a 12 ore dall'approvazione della manovra già si aizza la gente su una materia che si sa che crea problemi", ha detto il segretario della Cisl al presidio dei sindacati in piazza Montecitorio. Infine, Angeletti ha sottolineato: "Noi non siamo rassegnati a lasciare che le cose si svolgano secondo la logica che vorrebbe l'attuale governo". Angeletti ha confermato che continuerà la protesta dei sindacati contro una manovra "che ha tutto tranne il senso dell'equità".

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