Politica

Manovra, via libera entro Natale

Non c'è nessuna altra manovra in arrivo dopo quella che sarà varata entro Natale. Lo ha assicurato il ministro dello Sviluppo Corrado Passera a margine della registrazione di Che tempo che fa dopo che l'ex ministro Tremonti ha affermato la necessità di nuove misure. "È troppo sbilanciata dal lato delle tasse e priva di altre cose che dovevano esserci. E sulla crescita non ci siamo", aveva detto l'ex ministro del Tesoro ospite di Lucia Annunziata. "C'è stato il piano Monti di salvataggio per bloccare l'impatto del Grecia due - ha detto Passera -  adesso tutti i pezzi del Paese devono muoversi, giustizia, istruzione, sviluppo, tutti insieme cercando di finanziare con le cose che possono essere andate a trovare" in altri modi. "Non è che il governo funziona solo di manovra", ha detto il "superministro", ma il governo dovrà "fare ancora tante cose" come "la riduzione dell'evasione fiscale e dei costi dello Stato, un utilizzo migliore dei fondi europei e di quelli confiscati alla criminalità organizzata, oltre alla mobilitazione degli investimenti di capitale. Contro l'evasione "l'impegno nostro, non dovendo rendere conto a nessuno, sarà senza pace". "Si tratta - ha aggiunto - di 120 miliardi. Di soldi veramente rubati agli altri, da andare a recuperare per consentire di fare investimenti sulla crescita". Frequenze tv all'asta  "Di fronte ai sacrifici chiesti agli italiani, pensare che un bene di Stato possa esser dato gratuitamente non è tollerabile e, verosimilmente, non lo tollereremo", ha detto Passera riguardo all'assegnazione delle frequenze tv tramite beauty contest. Il ministro inoltre ha annunciato che venderà le azioni di Intesa Sanpaolo in suo possesso, in qualità di ex ad della società. "E' una disgrazia - ha affermato -  ma le vendiamo e basta, togliamo il dubbio".  Un peccato le liberalizzazioni mancate Le agitazioni da parte di alcune categorie professionali che hanno di fatto bloccato il tema delle liberalizzazioni hanno provocato a Passera "un arrabbiatura pazzesca", ha detto a Raitre  sottolineando che "nel decreto ci sono cose clamorose positive e fortissime in tema proprio di liberalizzazioni. Un paio di cose non sono ancora state messe dentro -ha spiegato Passera- e il caso dei farmacisti è emblematico perché si è trattato veramente di un grande peccato anche per loro. Era una liberalizzazione giusta, molto limitata che dava spazio alle parafarmacie, ai giovani. E comunque ci torneremo".   I tempi saranno rispettati "Sono certo che il Senato farà come sempre la sua parte e rispetterà i tempi. Ci eravamo impegnati nei confronti di questo Governo e del Paese sul fatto che la manovra venisse visitata prima delle vacanze natalizie e così sarà". Così il presidente del Senato, Renato Schifani, risponde al termine del Concerto di Natale, che si è tenuto a Palazzo Madama, ad alcune domande dei giornalisti sulla manovra che dopo l'approvazione da parte della Camera approderà nell'altro ramo del Parlamento. "Sono certo di questa circostanza e spero che venga licenziata in tempi non brevi ma giusti - ha sottolineato Schifani - che consentano al Senato di approfondire responsabilmente la manovra, ma mi auguro che non vengano apportate modifiche, affinché sia pubblicata in Gazzetta al più presto". Via libera prima di Natale "Sono certo che il Senato farà come sempre la sua parte e rispetterà i tempi" ha dichiarato il presidente del Senato. "C'eravamo impegnati nei confronti di questo Governo e del Paese - ha spiegato - sul fatto che la manovra venisse visitata prima di Natale così sarà". "La manovra di queste settimane ha lavorato sul tema dell'emergenza e della finanza pubblica - ha aggiunto Schifani - Credo che adesso il governo Monti guarderà, con i prossimi provvedimenti, alla crescita. Anche perché, senza crescita, come ha detto il ministro Passera, si rischia la recessione". Alfano blinda Monti "Abbiamo votato la fiducia perché riteniamo che ciò che accadrebbe in assenza di questo governo sarebbe peggio". Con queste parole il segretario del Pdl Angelino Alfano è tornato a motivare il sostegno al governo Monti da parte del Pdl, parlando a Reggio Emilia al congresso provinciale del partito. "Adesso lavoriamo per fare sì che il versante sviluppo sia quello fondamentale. Monti ha fatto una manovra - ha aggiunto Alfano - che non ci ha convinto dal punto di vista filosofico perché segnata da troppe tasse, noi lo abbiamo incitato a fare meglio e crediamo di avere inciso su alcuni aspetti essenziali, come l'alleggerimento della botta su pensioni e casa e il no all'Irpef". Tremonti contro la manovra: troppe tasse L'ex ministro del'Economia parlando a In mezz'ora su Raitre ha detto che l'attuale a manovra "è troppo sbilanciata dal lato delle tasse e priva di altre cose che dovevano esserci. Sulla crescita non ci siamo". Rispondendo a Lucia Annunziata ha aggiunto: "Il rigore poteva essere fatto riducendo la spesa pubblica; è molto probabile che ci sia un'altra manovra. Io penso che non sia giusto farla". Il Terzo polo vuole guidare l'Italia I leader Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini e Francesco Rutelli, ribadiscono la loro fedeltà assoluta al governo Monti, ripetono che sarebbe "folle e irresponsabile" invocare adesso le elezioni anticipate, ma lanciano la loro sfida al centrodestra e al centrosinistra, "ostaggio delle foto ingiallite di Vasto e delle campagne elettorali di Bossi e Berlusconi". Ad aprire l'incontro Salvare l'Italia con il Terzo Polo è proprio il presidente della Camera, che subito manda un messaggio alle forze politiche che con parecchi malumori hanno accettato di votare le misure economiche del governo: non si puo' invocare il voto anticipato adesso, dice Fini, "chiedere lo scioglimento delle Camere per tornare alle urne e' una scelta irresponsabile: chi lo fa sarà chiamato sul banco degli imputati perché il Paese pagherebbe un costo altissimo". Certo, ammette il leader di Fli, la manovra ha scontentato molti e richiederà dei sacrifici. Ma "il Parlamento ha potuto discutere, la sua centralità non è stata messa in discussione". Per Fini, l'avvio della stagione dei tecnici è tutt'altro che la fine della politica, semmai il contrario: "la politica si è rimessa in movimento e il quadro è destinato a cambiare". Ed è per questo, spiega Rutelli, che ora il Terzo Polo vuole giocare da protagonista. "Di fronte alla crisi dei due poli esistenti, gli italiani si aspettano la nascita di una formazione unitaria che dia, nei prossimi mesi, una serie di risposte a partire dal sostegno al governo Monti - premette il leader dell'Api - Noi eravamo il Terzo Polo alla partenza ma oggi abbiamo il potenziale per diventare la prima aggregazione politico-elettorale del Paese e per questo credo che ci si debba prendere sul serio". "L'ambizione del Terzo Polo è quella di guidare l'Italia", ripete Casini, ribadendo "il senso di responsabilità con cui ci siamo spesi per unire il paese in una fase così difficile". Basta con il "bipolarismo primitivo che si basa sull'alleanza con Lega e Idv - continua il leader centrista - la loro opposizione sbracata è il segno che quel bipolarismo si è liquefatto". "Il Terzo Polo - ha detto Casini - è nato per pacificare l'Italia, non per dividere mettendo insieme forze diverse. Il sostegno al governo Monti è la prova più consistente e credibile della svolta impressa alla politica italiana e il bipolarismo primitivo di coalizioni grandi messe insieme per vincere, ma non per governare, non funziona più". Siamo convinti - ha aggiunto - di avere realizzato la prima tappa del cammino ora la nostra ambizione è quella di guidare l'Italia, aprendo un cantiere, una casa nuova, dove ci sia spazio non solo per i partiti ma per le forze sociali e per l'associazionismo cattolico e laico".

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