Politica

La Lega: referendum sulle pensioni

«L'indipendensa parte da Vicensa»: non un errore di ortografia ma uno striscione issato all'ingresso della Fiera del capoluogo berico dove i Lumbard stavano riaprendo il Parlamento della Padania. Un messaggio che ha fatto da cornice alla prima adunata leghista da quando il partito del Senatùr ha deciso di mettersi all'opposizione del governo Monti. E così, proprio quella Lega che fino a qualche tempo fa era spaccata tra "cerchisti" bossiani e fedelissimi maroniani, ora ha ritrovato compattezza. E a chiederla è proprio Umberto Bossi che ha invitato la gente del Nord a unirsi per «lottare per la Padania, perché, poi, la storia farà la sua parte». Quella storia alla quale la Lega guarda rispolverando il sogno di sempre: la secessione. Eppure, benché i nordisti continuino ad invocarla, è il neoeletto presidente del Parlamento nordista Roberto Calderoli a chiederne una versione «light». Si dovrà ottenerla senza l'uso di forconi e baionette. La Padania nascerà in modo «consensuale», come è accaduto ai tempi della divisione della Cecoslovacchia. Una svolta «pacifista» sulla quale però il Carroccio non farà sconti. «La Padania vincerà - annuncia Bossi –. Lo Stato ha perso la partita. La guerra economica ha visto la sconfitta del Paese e noi dobbiamo essere pronti per scrivere i trattati per l'Europa dei popoli». Ma se questa è la strategia a livello europeo, quello che suscita l'entusiasmo dei nordisti è il nuovo corso che la Lega terrà a Roma. Ed è Calderoli a dettare la strategia: sarà opposizione dura e pura con l'organizzazione di «un gruppo d'attacco contro le nefandezze del governo Monti» e soprattutto l'obiettivo del Carroccio è nominare ambasciatore delle istanze nordiste nella Capitale il suo esponente più istituzionale: Roberto Maroni. Opposizione in Aula ma anche in piazza e quindi ecco pronta una «grande manifestazione» a Milano il prossimo 15 gennaio. Una di quelle che si facevano «una volta», con l'obiettivo di organizzarne un'altra a Roma dove Calderoli vorrà arrivare con un «Nerone express», come già successo nel passato, ma, questa volta, non dimenticando a casa i fiammiferi. Lega di lotta che scenderà in piazza anche a raccogliere le firme per «un referendum abrogativo in materia previdenziale» che, come spiega Calderoli, «porterà tantissima gente ai nostri banchetti». Una notizia accolta da applausi e tra questi c'è anche quello di Andrea Bassi, giovane leghista eletto alla Regione Veneto con un bagaglio di undicimila preferenze: «Ha ragione. Si faccia un referendum soprattutto perché tale riforma viene proposta da un governo non legittimato dal voto popolare». Poi Maroni lancia un avvertimento al Pdl poco prima che i vertici del partito lasciassero la Fiera di Vicenza per raggiungere Villa la Favorita a Sarego che da ieri è ufficialmente la sede del Parlamento Padano. «Non faremo alleanze strane con chi sostiene Monti» è il suo monito e invita gli ex alleati a non prestarsi «ai trucchi» di chi vuole cambiare la legge elettorale per far fuori la Lega. E mentre i dirigenti Lumbard si alternavano sul palco, fuori, continuavano le proteste. E con uno striscione i «nordisti anti-leghisti» si sfogavano: «No alla farsa padana, tornate a Roma».

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