Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, entra in Aula alla Camera nel suo ultimo giorno da premier e il suo partito - il Pdl - gli riserva una calorosa accoglienza, acclamandolo: "Silvio, Silvio". Immobili invece i deputati della Lega. Il premier si è seduto tra i banchi del governo, tra i ministri Franco Frattini e Giulio Tremonti. Applausi scroscianti hanno sottolineato la fine dell'intervento del capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto che ha ringraziato Berlusconi per quanto fatto in questi anni al governo e di impegno politico. "Si è dimesso pur non avendone l'obbligo", ha sottolineato Cicchitto. A quel punto tutti i deputati della maggioranza si sono alzati in piedi scandendo il nome del presidente del Consiglio e applaudendo. Il premier, visibilmente emozionato, si è alzato dal banco del governo ricevendo l'omaggio dei parlamentari che lo hanno sostenuto, con un leggero inchino, come un attore al termine dell'opera. "Domani entriamo in un tempo nuovo. Berlusconi ha fatto nascere il bipolarismo e poi lo ha inquinato. Ora quella stagione è finita e tutti siamo chiamati a ricostruire sulle macerie", ha detto Dario Franceschini, capogruppo del Pd. "Se Berlusconi tra qualche ora salirà al Quirinale - prosegue - a rassegnare le dimissioni è perché il governo è caduto dove doveva cadere: in Parlamento". La "parola fine è stata segnata quando il numero 308" è comparso sul tabellone della Camera. "Quella -aggiunge il capogruppo del Pd- è una prova di solidità democratica. Un governo nella nostra Costituzione sta in piedi se ha la maggioranza in tutte e due le Camere". Franceschini sottolinea poi: "Quanto tempo si è perduto. Quanto sarebbe stato diverso se il 14 dicembre" dell'anno scorso "quel voto fosse andato diversamente, non avremmo sprecato un anno. E di quelli che hanno causato quella situazione ci sono nomi e cognomi agli atti parlamentari, e non li dimenticheremo". Il capogruppo ricorda quindi il lavoro svolto in Terzo Polo e Idv che ha portato alla caduta del governo Berlusconi. Ora "entriamo in una di transizione. Il Pd sarà dentro questa fase con la forza, la stabilità e l'unità dimostrata in questi mesi, sapendo che siamo avversari e torneremo ad esserlo. Ma ora tutti noi siamo chiamati a iniziare questo percorso ricostruzione e a dimostrare di esserne all'altezza". La Lega vota sì al ddl Stabilità, ribadisce la sua contrarietà ad un governo tecnico o di larghe intese che "tocchi l'Ici e le pensioni" e attacca l'euro, "un grande inganno per gli italiani". La Lega vota a favore di questo provvedimento - ha detto in aula l'esponente del Carroccio Maurizio Fugatti - che è in linea con quanto l'Europa ha chiesto al nostro paese". Ma è contraria ad un governo che "andrà a toccare le pensioni, l'Ici sulla prima casa e che mettera' la patrimoniale". Fugatti ha aggiunto che "solo dieci anni fa Prodi e Ciampi festeggiarono l'euro come l'Eldorado e introdussero una tassa per entrare nella moneta unica: ma oggi l'euro è entrato in crisi, perché si è costruita l'Europa monetaria ma non politica. Oggi gli italiani hanno capito che la tecnocrazia europea ha costruito per loro uno dei più grandi inganni. E ci preoccupa - ha concluso - che oggi a spiegarci come difenderci dal debito siano gli eredi di coloro i quali il debito pubblico lo hanno creato, questo è scandaloso". "Per 17 anni Berlusconi ha sequestrato le istituzioni italiane, costringendo il Parlamento ad occuparsi di leggi ad personam e a garantirgli conflitti di interessi e impunità. Berlusconi ha distrutto ogni credibilità internazionale e si è rivelato del tutto inadeguato a fronteggiare la gravissima crisi finanziaria che attanaglia il nostro Paese. Il suo governo non ha promosso la crescita e ha lasciato aumentare a dismisura il debito pubblico, l'evasione fiscale e la corruzione". Lo afferma in una nota il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando, che aggiunge: "Da questa sera deve partire una grande operazione di rimozione delle macerie lasciate dal governo e di liberazione dall'imbarbarimento etico ed economico. L'opinione pubblica internazionale deve sapere che esiste un'altra Italia consapevole di dover liberare l'economia, la politica, il Paese dal berlusconismo e dalla sua soffocante cultura dell'appartenenza, che mortifica meriti e professionalità e ignora i bisogni dei cittadini". "Occorre intervenire con rapidità, coerenza ed equità per evitare tanto la distruzione della ricchezza del Paese, quanto la sua capacità di produrre", conclude Orlando.
Il Pdl acclama Silvio Gelo della Lega

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