Politica

Berlusconi convoca il vertice anticrisi

La tempesta sui mercati finanziari dà un'ulteriore spinta a stringere i tempi per la messa a punto delle misure anti-crisi richieste dall'Europa e si fa strada l'ipotesi di inserire, con un maxiemendamento o più emendamenti, i primi provvedimenti nella legge di stabilità all'esame della commissione Bilancio del Senato. Il termine per la presentazione è vicino, la data fissata è venerdì 4 novembre. Ma in serata, durante il vertice interministeriale a Palazzo Chigi, è anche spuntata l'ipotesi di un decreto legge per le misure più urgenti che potrebbe essere discusso, se i tempi lo consentiranno, da un cdm prima del G20. Si dovrebbe decidere domani mattina in una nuova riunione interministeriale.   Le misure sul tavolo de G20 che si riunirà giovedì e venerdì a Cannes. E sui tempi rapidi ha assicurato lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. E nelle stesse ore è arrivato anche il monito dal Capo dello stato che considera ormai "improrogabile l'assunzione di decisioni efficaci nell'ambito della lettera di impegni indirizzata dal governo alle autorità europee". Se di certo questa settimana sarà all'insegna di una corsa per dare operatività agli impegni presi nella lettera presentata venerdì a Bruxelles, resta da capire quali iniziative saranno veicolate dalla legge di stabilità, attraverso emendamenti, o meglio un maxi emendamento del governo, e quali strumenti potranno concorrere. Infatti, non è esclusa la convocazione di un consiglio dei ministri prima del G20. L'ipotesi del ddl stabilità si è rafforzata, con il capogruppo del Pdl in Senato, Maurizio Gasparri, che ha spiegato come la legge "ha procedure e tempi certi e rappresenta un solido veicolo". Il presidente dei deputati del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, ha ammesso che se ne "sta discutendo". Anche il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, ha invitato a non ricorrere al veicolo decreto, considerando più idoneo un ddl. E il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, in un'intervista al Corriere della Sera, ha invitato a non parlare di decreto. Quanto all'iter della legge di stabilità: ora è in commissione a Palazzo Madama, con relatore Massimo Garavaglia (Lnp), alle 18 di venerdì scade il termine per gli emendamenti, anche se il governo potrebbe presentarli successivamente. Approderà in Aula per metà novembre, subito dopo passerà alla Camera.  Tuttavia, non si possono mettere da parte le altre ipotesi: l'idea di un decreto omnibus o decreto Europa potrebbe restare in piedi, come risultato di un prossimo Cdm. Inoltre, i due strumenti potrebbero anche affiancarsi. E altre misure potrebbero essere contenute nel decreto sviluppo. Per rispettare i tempi non si esclude di porre la fiducia. D'altra parte, oltre alle dichiarazioni sull'impegno ad agire in tempi stretti, ci sono anche delle date che premono, a partire dal G20 del 3-4 novembre, per passare al 9-10 novembre quando Berlusconi presenterà alle Camere le misure per la crescita. Nuova riunione prevista per domani oltre a due importati appuntamenti già fissati: l'Ufficio di presidenza del Pdl e il Comitato per la salvaguardia della stabilità finanziaria convocato dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Quanto ai contenuti, diverse sono le materie si cui poter agire subito: il piano di privatizzazioni e dismissioni del patrimonio pubblico (5 miliardi di proventi all'anno nel prossimo triennio); le liberalizzazioni (dagli orari dei negozi, ai carburanti fino alle assicurazioni); la delega fiscale; le semplificazioni; ed è anche circolata l'ipotesi di un ulteriore rialzo dell'Iva. Inoltre, Romani non ha escluso «formule come il concordato o il condono fiscale», rilanciando una misura circolata in occasione delle indiscrezioni emerse sul decreto sviluppo (si era parlato dell'arrivo di ben 12 condoni).

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