Manca poco ormai all'inizio dell'iter parlamentare della manovra economica - da martedì in commissione al Senato, il 5 settembre in aula - e ancora non è chiaro il quadro nel quale l'Italia inserirà le proprie iniziative per fronteggiare la crisi economica. Tra le forze parlamentari e all'interno degli stessi partiti di maggioranza è un "tutti contro tutti". Da un lato, i berlusconiani insistono sull'idea di ritoccare le pensioni; dall'altro, la Lega non ne vuole sapere. "Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare", ammonisce il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli. "Lunedì la Lega Nord si riunirà con la sua segreteria politica per formulare le proprie proposte rispetto alla manovra - continua - Invito gli amici del Pdl a fare la stessa cosa, per poi incontrarci per trovare una sintesi e un'unica proposta comune sulle modifiche da apportare alla manovra". E in serata arriva l'ormai abituale affondo di Umberto Bossi che racconta: "Ho telefonato a Berlusconi e gli ho detto: 'Non toccare le pensioni'". Poi insulti a Casini ("è uno str...") e attacchi ai giornalisti ("bisogna dargli quattro legnate"). Sullo stesso palco medesimo tono ma bersaglio diverso per Calderoli. "Finalmente sono arrivati i Montezemolo, quelle scoreggie d'umanità che non hanno mai lavorato in vita loro", ha detto il ministro. VATICANO E ICI Il filo generale del dibattito si è ingarbugliato ulteriormente. Perché quel sentimento diffuso nel paese di condanna dei privilegi della "casta politica" ora sembra prendere di mira le esenzioni fiscali del Vaticano. Prima erano i soli Radicali a chiedere che Ici e Ires venissero applicate anche ai beni immobili a uso commerciale del Vaticano. Adesso lo chiedono decine di migliaia di utenti aderendo a diverse iniziative su internet (il gruppo "Vaticano pagaci la manovra economica" su Facebook ha raggiunto quota 44mila seguaci). Ma tra le forze politiche, il dibattito sul tema stenta a decollare. Pippo Civati, "rottamatore" del Pd, chiede al suo partito di "rifletterci su, visto che sono tempi di crisi per tutti". Sul sito dei Democratici qualche militante esterna la propria delusione per il fatto che il contro-piano Pd sulla crisi ignora totalmente la questione. Ma la presidente dell'assemblea del Pd, Rosi Bindi, chiude: "Non appoggeremo gli emendamenti dei Radicali, la Chiesa è una risorsa per la società". Stesse parole del leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. LA MANOVRA DEL PD Pier Luigi Bersani intanto parla di "governo allo sbando" e annuncia che la contro-manovra del Pd verrà presentata la prossima settimana, in concomitanza con la discussione parlamentare. LA FRONDA ANTI-TASSE Martedì il segretario del Pdl Angelino Alfano cercherà di trovare una "sintesi" con i frondisti "anti-tasse" guidati dal sottosegretario Guido Crosetto. Poi ci sarà da trovare una quadra anche con gli scajolani, pure loro sul piede di guerra nel chiedere aumento dell'Iva e riforma delle pensioni. Senza considerare i continui scossoni di Roberto Formigoni che insiste nel chiedere primarie del Pdl in autunno. Silvio Berlusconi intanto assiste silente. E Casini lo sprona a "intervenire" per mettere ordine nel bailamme. VERTICE LEGHISTA Lunedì si riunisce anche la segreteria della Lega: appuntamento cruciale per un po' di chiarezza anche nel Carroccio, diviso tra maroniani (rivedere i tagli agli enti locali) e bossiani (le pensioni non si toccano). Calderoli intanto lancia i suoi anatemi contro "i poteri forti" che, "approfittando della manovra vogliono sovvertire il voto popolare". L'invito al Pdl è di trovare una proposta unitaria per far muro contro le mosse di questi "sciacalli" che giocano "una partita sporca sui titoli di Stato e su quelli della Borsa, stando dietro ad una scrivania, senza metterci la faccia...". Il ministro rilancia poi il vecchio "sogno" della Padania, facendo eco a Bossi: "In questi tempi di crisi, la Padania per l'Italia è come la Germania in Ue". Suggestioni evidentemente tese a recuperare un rapporto con la base in agitazione per la manovra economica. BOSSI ALL'ATTACCO "Ho telefonato a Berlusconi e gli ho detto: 'Ci vediamo, parliamo, ci mettiamo d'accordo, ma non toccare le pensioni troveremo un'altra via'", ha detto Umberto Bossi durante un comizio alla Berghem fest di Alzano Lombardo. Il leader della Lega ha riferito di aver chiamato il presidente del Consiglio dopo aver sentito una dichiarazione di Pier Ferdinando Casini in tv. "Le pensioni si lasciano fuori", ha insistito. Il leader della Lega nord ha poi insultato Pier Ferdinando Casini e attaccato duramente i giornalisti che lo hanno seguito durante le sue vacanze a Calalzo di Cadore, in provincia di Belluno. "La Lega ha salvato le pensioni, nonostante quello che dice quello str... di Casini", ha affermato il segretario federale del Carroccio. Poi, Bossi se l'è presa con i giornalisti. "Ai giornalisti bisogna dare quattro legnate: hanno inventato una grande manifestazione dei centri sociali, ma non c'è stato niente", ha sostenuto riferendosi ai resoconti dei quotidiani sulla manifestazione davanti all'hotel ferrovie di Calalzo. Sono andato via (da Calalzo, ndr). "Ho detto a Tremonti non conviene stare qui è pieno di giornalisti e noi dobbiamo fare le vacanze", ha continuato, spiegando, così, il motivo che lo ha spinto a lasciare a sorpresa il Cadore, la notte del 18 agosto. "Tutti i giornalisti hanno inventato un sacco di balle", ha insistito. "E' tutto falso, bisogna che ci impegniamo come un tempo a dargli dei gran 'passamano' a quei delinquenti lì... Vadano a fare i muratori". PENSIONI, DISMISSIONI, IVA Intanto la lista delle ipotesi sul tavolo della maggioranza si allunga sempre di più. Stretta sulle pensioni di anzianità, anticipo per l'innalzamento dell'età pensionabile delle donne, dismissioni di una quota del patrimonio statale, ritocco di un punto per tutte le aliquote Iva ma anche una nuova operazione di rimpatrio dei capitali. Gli obiettivi principali sono quelli di andare incontro agli enti locali e di alleggerire il contributo di solidarietà per i contribuenti con figli a carico. Intanto la Cgia di Mestre calcola che in 15 anni la tassazione a livello locale è aumentata del 138% e con la nuova manovra estiva si rischiano ulteriori aumenti. La segreteria della Cgil ha invece inviato una lettera aperta a Cisl e Uil con l'obiettivo di "costruire una proposta ed un'iniziativa comune" riguardo alla manovra.
La manovra spacca la maggioranza

Argomenti