Politica

Medici al lavoro tre anni prima

Meno anni di studio per gli aspiranti «camici bianchi» che potranno lavorare in ospedale tre anni prima rispetto a quanto accade ora. Il restyling del percorso di studi in Medicina – pensato per ridurre i tempi e per migliorare la qualità della formazione specialistica post laurea – è stato presentato ieri dai ministri dell'Istruzione, Gelmini, e della Salute, Fazio. In cantiere anche un intervento sul percorso di laurea per il quale occorre però l'ok dell'Europa: l'idea sarebbe quella di incorporare nei sei anni di studio previsti il tirocinio valutativo (che oggi si svolge dopo la laurea) e di introdurre un esame di laurea che, inglobando anche l'esame di Stato, consentirebbe di conseguire una 'laurea abilitantè. Altra novità la possibilità di svolgere il dottorato contemporaneamente alla specializzazione. «Si tratta – ha spiegato Fazio – di una riforma strutturale del sistema. Inserire giovani nel mondo del lavoro con grande anticipo e nel Ssn, sia pure con contratti a termine, ci rimette in linea con gli altri paesi industrializzati e francamente credo sia una delle più grandi innovazioni che abbiamo fatto nella sanità». E il ministro Gelmini ha tenuto a sottolineare come questa riforma sia volta «non al risparmio economico ma di tempi». La durata dei corsi di specializzazione dunque viene avvicinata a quella europea: le specialità chirurgiche passano da 6 a 5 anni, quelle mediche da 5 a 4 anni o 3 per alcune aree particolari. Continua un lavoro di selezione per garantire che soltanto le sedi più qualificate possano ospitare le scuole di specializzazione e saranno definiti nuovi ordinamenti delle scuole per fare in modo che dopo due o tre anni di specializzazione lo studente possa cominciare a lavorare all'interno dell'ospedale, con un contratto a tempo determinato con il Ssn, diventando un medico ospedaliero a tutti gli effetti, un «resident», come quelli – ha sottolineato Fazio – che si vedono nelle serie televisive. Insomma, gli studenti di Medicina entreranno nel mondo del lavoro circa tre anni prima rispetto a oggi tenendo conto della minor durata della specializzazione, della più precoce pratica ospedaliera e dell'inclusione del tirocinio valutativo nel percorso di laurea. «Abbiamo già trovato un accordo per dotare il Paese di quelle figure professionali di cui ha bisogno» ha osservato Fazio secondo il quale gli interventi previsti dalla riforma consentiranno di recuperare circa 11 mila contratti di specializzazione. Per quanto riguarda la laurea vera e propria (per l'accesso alle facoltà resta il numero chiuso), l'intenzione dell'Italia è quella di confermare la durata di 6 anni del percorso includendo il tirocinio valutativo di tre mesi. L'esame di laurea inglobando anche l'esame di Stato, permetterebbe di conseguire una «laurea abilitante». «Questa scelta, però – ha precisato Gelmini – dovrà avvenire previo confronto in sede europea in modo da garantire l'uniformità delle scelte del nostro ordinamento con quelle dell'Europa». Quando otterrà il via libera comporterà un consistente risparmio di tempo: oggi, infatti, lo studente che si laurea a febbraio del sesto anno, quindi in corso, non può concorrere alle prove di ammissione per le scuole di specializzazione che si svolgono a marzo poichè deve ancora svolgere il periodo di tirocinio. Di fatto, dunque, lo studente perde un intero anno prima di poter partecipare al concorso di specializzazione.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.