Il «conto» per il pareggio di bilancio nel 2014 è salato. Sfiora i 50 miliardi. Tra maggiori entrate, tra cui la mazzata da 8,8 miliardi per il bollo sul «conto titoli», e risparmi di spesa è questo il valore reale della manovra presentata dal governo. Correggerà il «deficit» per oltre 43 miliardi nei prossimi 4 anni e finanzierà per circa 6 miliardi spese e appostamenti di fondi nel biennio 2011-2012. A fotografare l'impatto della manovra pluriennale sono le tabelle che accompagnano il decreto. Complessivamente peserà sulla sanità per 7,5 miliardi, sui ministeri per 11 miliardi, sulle pensioni per 3,8 miliardi e sugli enti locali per altri 9,6 miliardi. Sicuramente di minore è invece l'impatto dei tagli sui costi della politica. Hanno tre zero in meno delle altre grandi cifre: 7,7 milioni l'anno di tagli ai finanziamenti dei partiti a partire dal 2013. Un'illustrazione coerente delle misure da parte del Governo è invece slittata, nonostante una convocazione in pompa magna alla quale erano prevista la presenza di cinque ministri: Tremonti, Sacconi, Brunetta, Romani e Calderoli. La motivazione ufficiale fa riferimento al maltempo: un acquazzone che ha attraversato velocemente l'Italia e ha costretto alcuni ministri ad atterrare in scali diversi da quelli romani. Ma certo potrebbero aver pesato anche l'attesa per la firma dal Quirinale e anche la presenza della norma che avrebbe impatto sul Lodo Mondadori - con la condanna civile a pagare 750 milioni di rimborso in primo grado - sulla quale solo ieri pomeriggio il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha annunciato una retromarcia. Nella serata poi il ministro dell'Economia Giulio Tremonti inseguito dai giornalisti a un dibattito sulle fondazioni bancarie, non ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano della possibile convocazione di una nuova conferenza stampa di presentazione. La manovra di fatto è ancora ai blocchi di partenza. Il Quirinale, una volta ottenuta risposta sulla norma del Lodo Mondadori, invisa anche alla Lega, non ha nascosto che ci sono anche altre norme sulle quale emergono criticità. La prima è sull'Ice, per il quale è prevista la soppressione con il passaggio dal ministero dello sviluppo a quello degli Esteri; la seconda sulle Quote Latte, per le quali le bozze circolate prima della presentazioni prevedeva uno stop alla riscossione delle relative multe. Il governo sta lavorando per superare gli ostacoli. E già oggi, il decreto potrebbe arrivare in Gazzetta Ufficiale. Poi comincerà la maratona parlamentare che in meno di un mese dovrà portare all'approvazione di un testo composto da 39 articoli complessi, prima dell'arrivo della pausa di agosto. Ma il clima si presenta già rovente. Critiche sono state espresse il presidente di Atlantia su una misura apparentemente tecnica (il taglio degli ammortamenti) che - ha spiegato - è «totalmente negativa». Per non parlare di Famiglia Cristiana che, in un editoriale sulla manovra, denuncia «ipocrisia» e «incompetenza» nel gestire le sorti del Paese.
Manovra elastica. Ora è pari a 50 miliardi

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