Nel Lazio i ballottaggi rischiano di «polverizzare» il Pdl. Dopo il primo turno delle Amministrative, siamo alla resa dei conti. Nel partito crescono i malumori per la scelta della governatrice Renata Polverini di presentare sue liste alle elezioni. Ma anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno finisce nel tritacarne. Tutto è cominciato quando la Polverini ha deciso di mettere in campo, almeno in alcuni Comuni, la sua formazione «Città Nuove» con candidati sindaci diversi da quelli del Pdl. I risultati le hanno dato ragione: a Latina e nel frusinate la lista ha preso quasi il 10 per cento e ha «piazzato» al ballottaggio a Sora e Terracina due aspiranti sindaci. Una situazione inedita, che rischia di far esplodere il centrodestra. Ieri è stato il sindaco di Roma Gianni Alemanno a spiegare: «Una competizione non è una tragedia. Alla fine dei ballottaggi dovremo comunque fare un confronto» nel centrodestra del Lazio «per capire quali sono stati i problemi che ci hanno portato a candidature doppie». La colpa, secondo il sindaco, è stata di «impuntature varie», ma a questo punto «è legittimo che dentro il centrodestra si scelga al ballottaggio tra candidati entrambi validi». Ed ecco la bomba (già lanciata nella campagna elettorale) destinata a deflagrare nella coalizione. Il primo cittadino della Capitale ha già scelto il suo preferito: a Terracina sosterrà il candidato della Polverini, Gianfranco Sciscione, «perché lo ritengo più valido». Non ci sta il senatore e coordinatore del Pdl a Latina, Claudio Fazzone: «Non esiste nessuna candidatura doppia perché il Pdl è presente con un solo candidato in ogni città. A meno che per "candidature doppie" il sindaco di Roma non intenda riferirsi a persone che non hanno mai fatto parte del Pdl, che non hanno mai proposto la propria candidatura con il centrodestra e che sono scese in campo con una lista che fino ad oggi non si era mai presentata alle elezioni». Fazzone è un fiume in piena: «È giusto che al ballottaggio ci sia un confronto, nessuno ne fa una tragedia perché in democrazia a scegliere sono sempre i cittadini, ma è singolare che si parli di "candidature doppie" ed è grave che un dirigente nazionale come Alemanno, forse per difendere posizioni di amici personali o forse per prefigurare fughe in avanti che non ci auguriamo, inviti a votare candidati estranei e avversari al Pdl. Credo che dovrà essere questo il vero oggetto di confronto nel partito. In caso contrario, significherebbe affermare una logica in base alla quale fra due anni a Roma saremmo tutti liberi di votare un candidato diverso da Alemanno: è una logica che denota scarso senso di responsabilità e che chi proviene dalla mia formazione politica non potrà mai accettare». Il clima è incandescente, la Polverini prova a gettare acqua sul fuoco: «Non mi permetto di fare critiche al Pdl perché non ne avrei titolo e non voglio farlo ma sicuramente queste elezioni danno un segnale forte ai grandi partiti perché abbiamo visto debolezze sia nel Pdl che nel Pd. Su questo tema bisogna ragionare e soprattutto nelle Amministrative mettere da parte i personalismi perché il candidato è fondamentale». I nervi sono a fior di pelle. E se il capogruppo del Pd alla Regione Lazio, Esterino Montino, ha aperto alla lista della Polverini, benché le segreterie locali abbiano bocciato la proposta, il senatore del Pdl Andrea Augello nota: «A dire di Montino, il Pdl laziale vivrebbe un'agonia irreversibile che sarebbe astuto accelerare votando per i candidati del presidente della Regione. Ma il capogruppo del Pd alla Pisana non dovrebbe prima di tutto interrogarsi su che fine abbiano fatto i suoi candidati nei due Comuni di cui stiamo parlando? Soprattutto a Sora, laddove governava il Pd, fino a qualche settimana fa, è davvero sicuro Montino che sia il Pdl ad essere in agonia?». Il numero uno del Pd laziale non ci sta: «Il Pdl è una nave che sta colando a picco e l'equipaggio, di cui fa parte anche Alemanno, scappa. Mi stupisce che il senatore Augello, uomo di grande esperienza, navigato e intelligente, nasconda la testa sotto la sabbia. Tutti, nel suo partito, cercano altro. Ammetterà anche lui che forse c'è qualche problema - aggiunge - È normale, secondo il sottosegretario, che il sindaco di Roma nei giorni scorsi sia andato a Terracina non per sostenere il candidato Pdl espresso da Rampelli e Meloni (Nicola Procaccini, ndr), ma per appoggiare quello della Polverini? Non siamo di fronte a una guerra tra bande che coinvolge i massimi esponenti del Pdl?». La presidente della Commissione Cultura della Regione, Veronica Cappellaro, attacca: «Al prode Montino rimane solo la possibilità di qualche gesto eclatante per convincere il popolo della sinistra a votare per i candidati della Lista Polverini. Gli suggerisco di tentare con uno sciopero della fame o magari con un tour elettorale porta a porta nel basso Lazio per dimostrare che il programma della Polverini per le Regionali non era poi tanto male, in fondo». La Cappellaro non rinuncia alla stoccata verso il sindaco di Roma: «A proposito delle annunciate rese dei conti all'interno del Pdl, qualcuno provi a chiedere ad Alemanno come mai ha deciso di fare campagna elettorale contro il candidato del Pdl a Terracina. Se la disciplina di partito vale, allora deve valere per tutti». Il vicecoordinatore del Pdl del Lazio, Alfredo Pallone, consiglia a Montino «di non continuare a cimentarsi in altre stucchevoli acrobazie politiche. Tanto più dopo essere stato messo in ridicolo e aver ricevuto picche dalla stessa classe dirigente locale del Partito democratico che si è affrettata a smentire qualsiasi "inciucio" per non andare definitivamente a rotoli». Insomma, tra il Pd che potrebbe votare i candidati della Polverini e il Pdl che rischia di deflagrare, il quadro politico è allarmante. Si avvicina la resa dei conti.
Nel Lazio il Pdl rischia di essere polverizzato
