Politica

Ministeri al Nord. È scontro

Non si abbassa il tono del confronto in vista dei ballottaggi per le amministrative in programma a fine maggio. Ad accendere ancora di più la discussione, oggi, sono state le polemiche sulla proposta lanciata da Umberto Bossi, e confermata da Berlusconi, di trasferire alcuni ministeri a Milano. "Con Bossi abbiamo pensato a qualche decentramento per alcune funzioni di governo", ha detto il presidente del Consiglio confermando un annuncio fatto in mattinata da Umberto Bossi: "Dobbiamo portare i ministeri a Milano. Tremonti adesso può abbassare le tasse perché è stato approvato il federalismo che abbassa i costi dello Stato", ha detto il leader del Carroccio parlando anche dell'eventualità di una 'sorpresa' riguardante il fisco a Milano da annunciare prima del voto del 29 maggio. Un asse, quello tra il Cavaliere e il Senatur che lo stesso Berlusconi ha confermato: "Con la Lega i rapporti sono i rapporti di sempre, la Lega è un alleato solido, un alleato leale, è un alleato che ha la consapevolezza della non esistenza, al di fuori dell'alleanza con noi, nessuna possibilità per dare all'Italia un governo stabile che è necessario, soprattutto in momenti difficili come quelli di una crisi globale nella quale ancora siamo".    ALEMANNO: DALLA LEGA BALLE Ma l'annuncio del decentramento ha scatenato una serie di polemiche, non solo nell'opposizione. Una secca bocciatura è arrivata dal sindaco di Roma Gianni Alemanno: "Le promesse della Lega di spostare i ministeri al nord sono pure balle. Ho ricevuto garanzie assolute sulla permanenza nelle sedi della capitale dal premier e dai capigruppo Pdl, da tutte le realtà governative che rispondono al Pdl". Il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, del Pd, ha invece sottolineato: "Vorrei fare un appello ai cittadini romani e milanesi a non farsi prendere in giro su questo progetto di spostare i ministeri dalla Capitale. Si tratta infatti di una proposta che autorevoli esponenti del centrodestra e della Pdl sbandierano a Milano, mentre a Roma altri autorevoli esponenti la bocciano con forza". Per Antonio Di Pietro "con il trasferimento di due ministeri al nord non si avrebbe alcun risparmio, in quanto queste strutture non si devono occupare solo di una parte del territorio, ma di tutto il Paese. Quindi che senso ha trasferire uffici e personale, con la conseguenza di spendere inutilmente denaro pubblico? è solo una squallida marchetta elettorale. Se questa è una proposta per far cambiare idea ai milanesi sul voto, non solo è un'idea sciocca, ma offende anche l'intelligenza dei cittadini". CALDEROLI: RICHIESTA SACROSANTA A spingere sull'acceleratore del decentramento anche il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli. "È assolutamente sacrosanta la richiesta di spostamento dei ministeri dal centro ai territori: a Roma resteranno soltanto quelli che ha un senso che rimangano, mentre tutti gli altri, e il discorso vale anche per le altre amministrazioni statali, verranno collocati nei territori dove abbiano una specifica vocazione riguardo alle materie e funzioni trattate", ha detto in serata il ministro leghista. "È indubbio - ha detto Calderoli - che da questo trasferimento scaturirà un notevole vantaggio per i territori sia per l'attività svolta dal ministero in questione che per l'indotto che ruota intorno alla presenza di un ministero". "Posso capire la contrarietà di Roma e del Lazio - ha concluso - ma dall'altra parte della bilancia ci sono tutti i sindaci e governatori del Paese che per nulla al mondo rinunceranno ad avere sul proprio territorio un'amministrazione centrale dello Stato".

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