Politica

Inizia lo scontro finale

Ci sarà. Silvio Berlusconi andrà in tribunale stamattina. Si presenterà al processo Mediatrade. «E farà lo show», assicura un suo fedelissimo. Che tipo di show? Difficile prevederlo visto che il Cavaliere è sostanzialmente imprevedibile. Comunque, sarà show. Dentro o fuori al tribunale visto che diversi militanti del Pdl, come già avvenuto la scorsa settimana, si presenteranno davanti al palazzo di Giustizia di Milano a dichiarare la loro solidarietà al presidente del Consiglio. Sarà soltanto l'ouverture di un periodo di fuoco sul fronte Giustizia, con battaglie che si combatteranno nelle aule dei tribunali e del Parlamento. Domani infatti la giunta per il Regolamento della Camera sarà invitata a pronunciarsi sul conflitto di attribuzione per il caso Ruby. In pratica Montecitorio deve decidere se chiedere o meno che il processo in cui il premier è imputato per prostituzione minorile e concussione debba o meno celebrarsi al tribunale ordinario o a quello dei Ministri. Dopo il passaggio nella giunta (dove il centrodestra è in minoranza), qualunque sia l'esito, il caso sarà esaminato dall'ufficio di presidenza della Camera e quindi la scelta davvero definitiva sarà quella dell'Aula. E in Aula dovrebbe arrivare nei primi giorni di aprile, dunque non in tempo utile per evitare almeno la prima udienza del processo che è prevista per il 6. In questo lasso di tempo la Camera sarà alle prese con un altro «provvedimento caldo», il processo breve. Questo invece potrebbe finire il suo iter nei prossimi giorni. Il Pdl proverà in tutti i modi a farlo approvare entro questa settimana e infatti i deputati del partito del premier sono stati precettati tutti sino a venerdì pomeriggio con un messaggio "minatorio" arrivato dal gruppo: «È necessario annullare tutti gli impegni e le missioni». Intanto, stamattina. Berlusconi si presenterà all'udienza per il processo Mediatrade. Di tutti i casi in cui è coinvolto sicuramente è quello che lo preoccupa di meno. Il presidente del Consiglio è imputato assieme ad altre 11 persone, tra cui il figlio Pier Silvio, il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e il produttore americano Frank Farouk Agrama. L'accusa per il Cavaliere è di frode fiscale fino al 2009 e di appropriazione indebita fino al 2006 per presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv. Berlusconi potrebbe anche non aprire bocca in udienza (sicuramente parlerà prima, alle 8.40, durante La telefonata di Maurizio Belpietro su Canale 5) che dovrebbe svolgersi a porte chiuse ed essere dedicata in larga parte a questioni formali. Silvio potrebbe comunque sfogarsi davanti alle telecamere. Si mostrerà disponibile ad andare davanti ai magistrati e addosserà loro l'attacco continuo alla sua persona, avvalorando così - almeno mediaticamente - la persecuzione giudiziaria. Inizierà così lo scontro finale con i magistrati.

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