Politica

I ghigliottinari

Ultime da Piazzale Loreto. Prima notizia: Maurizio Crozza canta una canzone a Ballarò: «Se il processo comincia il 6 speriamo che finisca il 25 così lo accoppiamo alla Liberazione». Insorge il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto: un «bel comizio» in «piena logica da piazzale Loreto». Appunto. Seconda notizia: l'assessore all'Istruzione di Bassano del Grappa (Vicenza), Annalisa Toniolo, manda ai presidi delle superiori un invito a discutere con gli alunni della manifestazione «Se non ora quando?». Elena Donazzan, che ha lo stesso titolo in Regione, attacca: «È un grave gesto di interferenza politica nelle scuole». E la polemica è servita. Anche se Toniolo, inviando ai dirigenti scolastici il volantino ufficiale della discesa in piazza delle donne del 13 febbraio contro il «Rubygate», sottolineava: «Vi trasmetto il documento, affinché tale iniziativa non venga politicizzata o strumentalizzata, ma vi sia l'occasione per parlarne in classe con i ragazzi». Non è dello stesso parere l'assessore regionale Elena Donazzan (Pdl), che ha scritto al sindaco di Bassano, a guida di una giunta di centrosinistra. «Mi rammarica — sostiene la responsabile veneta dell'Istruzione — che ancora una volta si usi la scuola per animare un agone politico che ha sempre più i toni della rissa e della strumentalizzazione e mi spiace che a farlo sia un rappresentante delle istituzioni». A stretto giro di posta, però, arriva la replica della Toniolo, che ha anche la delega alle Pari opportunità: «È stata proprio la preoccupazione di una potenziale strumentalizzazione dell'evento di piazza che mi ha spinto a scrivere ai dirigenti scolastici, affinché cercassero di fare trattare l'argomento nelle classi nella maniera più corretta e scevra da possibili politicizzazioni». Ma la Donazzan incalza: «Sono preoccupata di troppi docenti che con toni e forme del tutto inappropriati esprimono la pur legittima personale posizione politica». Per l'assessore regionale quella di domenica scorsa è stata «un'iniziativa politica contro il presidente del Consiglio dei ministri» e il gesto della Toniolo le suona come una «propaganda». La pensa così anche l'assessore all'Istruzione della Provincia di Vicenza, Morena Martini, secondo la quale la rappresentante del Comune «ha surrettiziamente spostato di fatto nelle aule scolastiche una discussione che avrebbe dovuto invece avere luogo in ben altre sedi». Tuttavia, i botta e risposta arrivano a posteriori. Perché l'invito a riflettere sulla manifestazione era stato inviato ancora il 7 settembre e i presidi avevano già preso decisioni al riguardo. «Ho emanato una circolare - ricorda il preside del liceo Brocchi, Gianni Zen - e ho chiesto ai docenti che cogliessero il lato positivo della riflessione. Ma per evitare strumentalizzazioni in molti non hanno parlato ai ragazzi della cosa». In quei giorni lo stesso Zen aveva sospeso la riunione del collegio docenti alla richiesta di un professore di discutere una mozione «anti Berlusconi». Terza notizia: quando lunedì mattina i consiglieri di Palazzo Vecchio, sede del Comune di Firenze, sono arrivati nel corridoio al secondo piano che ospita i gruppi, si sono imbattuti in una brutta sorpresa. Affissi alla porta del Pd erano stati attaccati col nastro adesivo due cartelloni dedicati al premier. In uno si leggeva: «Se l'Italia vuoi aiutare corri a farti processare», nell'altro «Porco nano pitturato, il tuo tempo è terminato». Mentre Crozza canta, a Bassano discutono e a Firenze dipingono, su Facebook continuano a spopolare i siti forcaioli. Si va da «Quando morirà Berlusconi festeggerò sulla sua tomba» (20mila fan), a «Berlusconi in galera» (5600 fan) , da «Pisciare sulla tomba di Berlusconi una volta che lui sarà morto» (142 fan), a «Sperare nella imminente morte di Berlusconi» (1400 fan), e «Castrare Berlusconi per risolvere il 70% dei problemi dell'Italia» (206 fan). Fino al più raffinato «Club dei giacobini giustizialisti» (74 membri). Il tiranno, anche oggi, è servito.

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