Politica

«Se non ora quando?» Tutti i giorni ce n'è una

.Se ieri è stato il Popolo viola a scendere in piazza, oggi è il tanto atteso giorno delle donne. Il motivo è sempre lo stesso. Sono tutti contro Silvio. E se i Viola invocano le dimissioni del Cav a suon di pentole e coperchi, il popolo femminile farà sentire la propria voce in tante città d'Italia in difesa della dignità perduta dal gentil sesso dopo l'esplosione del caso Ruby. Un minuto e mezzo di silenzio, seguito da un urlo collettivo. E probabilmente anche liberatorio. Così prenderà il via la grande kermesse per la dignità delle donne organizzata dal comitato «Se non ora quando» a Roma e in più di 230 città italiane, oltre ad aver rapidamente «contagiato» una trentina di località straniere, anche dall'altra parte del mondo. A dare il segnale di inizio sarà, alle 14 dal palco di piazza del Popolo a Roma, l'attrice Isabella Ragonese, che lancerà il flash mob in cui la piazza urlerà lo slogan «Se non ora quando?» al quale risponderanno con un «Adesso!» i manifestanti sulla terrazza del Pincio. Subito dopo, gli altoparlanti trasmetteranno una canzone di Patti Smith, mentre dalla terrazza del Pincio sarà srotolato uno striscione che recita uno degli slogan della manifestazione: «Vogliamo un paese che rispetti le donne, tutte». Rispetto che invece non interessa ai Viola, che in piazza hanno sfoderato il consueto riguardo per le istituzioni. Per loro, Berlusconi è già dietro le sbarre, è «indegno» e «mafioso». «In Egitto lo zio di Ruby si è dimesso. Ora tocca a te», recita il cartellone di più stretta attualità della manifestazione. Dopo aver insultato a più riprese il Capo del governo, i viola scoprono di avere un certo amor di Patria: succede a Roma, quando in piazza Santi Apostoli la manifestazione si imbatte in una bandiera leghista con il sole padano. La protesta diventa patriottica: i manifestanti smettono per un attimo di urlare contro il Cav e rispondono intonando l'Inno di Mameli all'esposizione da una finestra del vessillo del Carroccio. «La Padania non esiste, la Padania non esiste», ripetono in coro. Superata la fase risorgimentale, però, i militanti Viola impegnati nel cacerolazo di pentole e coperchi tornano alla loro battaglia celebrando la Resistenza partigiana. Puntuale parte l'evergreen «Bella Ciao», che va bene per tutte le stagioni. Della serie, se non ora, quando?

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