È gravemente offensivo e denigratorio dire che i giudici della Corte Costituzionale non sono un organo imparziale. Lo ha ribadito il presidente della Corte Costituzionale Ugo De Siervo nel suo incontro annuale con la stampa. "Le continue reiterazioni di valutazioni del tutto infondate - ha osservato De Siervo - a proposito del fatto che i giudici di questa Corte giudicherebbero sulla base di loro asserite appartenenze politiche, mi obbliga ancora una volta a ricordare che i giudici costituzionali sono appositamente scelti da organi diversi, tra i più rappresentativi delle nostre istituzioni ed entro categorie professionali particolarmente qualificate, in modo da garantire la loro più larga indipendenza di giudizio". LIBERTÀ DI CONFRONTO - A questi dati di partenza si devono sommare "la più larga libertà di confronto tra tutti i giudici e l'integrale collegalità delle determinazioni, in modo che le decisioni che vengono infine adottate - ha detto - rappresentano il punto di arrivo di un organo sicuramente imparziale. Subito dopo la mia nomina ho detto, ma devo purtroppo ripeterlo, che asserire il contrario è denigratorio per la Corte Costituzionale e gravemente offensivo per ciascuno di noi". Gli "ampi poteri" della Consulta sono in linea con la realtà del resto d'Europa: "Dovrebbe essere ormai ben noto - fa notare De Siervo - che nelle Costituzioni democratiche contemporanee viene pressoché costantemente previsto un organo del genere, al fine di tutelare il primato effettivo della Costituzione, attraverso quanto meno la possibilità di giudicare sulla conformità delle leggi al contenuto delle Costituzioni e sul rispetto da parte degli organi di vertice degli Stati delle norme costituzionali che ne delimitano le rispettive attribuzioni". "Solo in Europa - aggiunge - vi sono ormai circa quaranta paesi dotati di Corti costituzionali (rispetto alle quali siamo una delle più 'anziane'), con le quali abbiamo proficui scambi informativi, cercando anche di svolgere qualche attività formativa in comune". La "solida base di legittimazione" della Consulta - conclude De Siervo - sta "nelle disposizioni della Costituzione repubblicana, in una serie di apposite leggi costituzionali, nella fondamentale legge ordinaria n. 87 del 1953, nelle nostre stesse normative integrative e nelle molteplici attività svolte in quasi cinquantacinque anni, in intensa e fruttuosa collaborazione (qualche volta anche dialettica) con gli altri organi costituzionali della nostra democrazia".
"Consulta imparziale? È offensivo"
