Politica

Il tuareg e il «volsvevico»

.Il «napoletano». Facce da manifestazione. Dismessi i cappucci e i caschi della sfilata del 14 dicembre, ieri sono tornate protagoniste le diverse anime del movimento studentesco. Alcune vintage, altre in tema con il periodo dell'anno. «Accattateve 'a cappottina per l'acqua», il «napoletano» si aggira tra i manifestanti intenzionato a fare affari con gli impermeabili usa e getta. Ha poco successo, ma la sua cantilena anima l'esordio di questa manifestazione davanti all'università La Sapienza, piuttosto grigia e con scarse adesioni. In questa atmosfera un po' retrò appare il «volsvevico» in bicicletta. Daniele Pifano, portantino-portamissili ormai in pensione si aggira tra i giovanissimi cercando di respirare aria di rivoluzione. Quella rivoluzione abortita ai tempi gloriosi del collettivo di via del Volsci del quale era uno dei leader. Pifano, tirato in ballo in questi giorni, ora si dedica al «sociale» e al Comitato di quartiere del Pigneto. Parlotta con i giovani e con le guardie. Un viagra per la sua passione politica. Dalle facce truci e dai caschi neri si è passati ai cappellini rossi con pon-pon stile Babbo Natale. Ragazzi e ragazze, una ventina, consegnano la loro letterina a Susanna Camusso per chiedere lo sciopero generale. Il capellino rosso in testa lo terranno per tutto il corteo così si preparano alla vigilia del Natale e sono già in tema. Tra slogan stantii e pieni di insulti non manca il «nostalgico» che, fazzolletto a coprire il volto e pugno chiuso alzato, scandisce vecchi ritornelli comunisti. Ed ecco il più fotografato. Il più coreografico. «Shal» azzurro intorno al capo a coprire il volto, lasciando liberi solo gli occhi alla maniera dei guerrieri tuareg. Lo studente di Filosofia tiene stretto il suo «scudo libro» come un feticcio. Se lo trascina dietro per tutta la manifestazione. Si ferma e aspetta lo scatto. Il suo momento di gloria l'ha avuto senza combattere.

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