l presidente del Consiglio Silvio Berlusconi riferirà alla Camera sulla situazione politica mercoledì prossimo, 29 settembre, alle 11. Lo ha deciso la Conferenza dei Capigruppo. Dopo le comunicazioni del premier si aprirà la discussione generale sulle mozioni, mentre alle 18 è prevista la replica del presidente del Consiglio, prima delle dichiarazioni di voto e il voto sulle mozioni. Berlusconi infatti non ha ancora deciso se porrà la fiducia dopo le sue comunicazioni. Se questo dovesse avvenire, le modalità per il prosieguo del dibattitto verrebbero fissate in una nuova riunione della Conferenza dei Capigruppo, che potrebbe anche decidere di passare al voto senza aspettare il trascorrere delle 24 ore previste dal regolamento. MARONI Roberto Maroni non crede al test di oggi sul voto per Nicola Cosentino come rilevante ai fini della maggioranza e della tenuta di governo: «Non mi fido dei voti segreti. Quello che conta è il voto palese, quello che si avrà sulle dichiarazioni del presidentedel Consiglio» dice ai giornalisti alla Camera. «Il governo deve mostrare di avere una maggioranza stab ile e solida, altrimenti è meglio andare subito al voto», ha aggiunto. Per il titolare dell'Interno fino alle dichiarazioni in aula del premier e al susseguente voto, «il governo è in una situazione di attesa». Il voto di oggi su Cosentino non conta, «non ha nessuna valenza» perchè «la partita si giocherà a viso aperto, sulla faccia di chi dice sì o dice no al programma di governo per i prossimi tre anni». Maroni liquida la questione dei finiani («Fli? Cos'è...? Ah, i finiani...» dice) o degli apporti di 'Noi Sud': quello che conta è una maggioranza «solida e stabile» e se dovesse mancare, «meglio andare subito al voto», ma «io sono ottimista, vedo sempre il bicchiere mezzo pieno e sono convinto che la maggioranza ci sarà».Con una postilla: «Mi aspetto anche che chi voterà a favore delle dichiarazioni di Berlusconi poi non cambierà idea. Mi attendo - conclude -serietà di comportamento, e non che qualcuno dica sì adesso per poi preparare il trappolone».
Berlusconi riferirà alla Camera

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