"I governi tecnici sono come l'anguria: verdi fuori e rossi dentro". Al tradizionale comizio a Ponte di Legno, il leader della Lega ha ribadito ieri sera il no a un governo tecnico. Gli ha fatto eco il ministro Calderoli, presente sul palco: "I governi tecnici sono tecnici fuori ma politici dentro, e grattano tutto il fondo del barile". Il nuovo stop del Senatur è giunto nel giorno della bocciatura lanciata all'unisono da Palermo dai ministri Maroni e Alfano: se la maggioranza non regge si va al voto. BOSSI Il leader della Lega torna a promettere che la Lega "non permetterà" un governo tecnico che servirebbe "soltanto a cambiare le leggi che non piacciono alla sinistra" e da Ponte di Legno avverte: "Non lo permetteremo, perché sarebbe un disastro. Per fare un governo ci si impiega cinque minuti. Però ci impiega altrettanto a cadere se non ha i voti". Parlando al consueto comizio di Ferragosto a Ponte di Legno, Bossi ammette: "Adesso siamo in un momento un po' difficile", in cui c'è il rischio che qualcuno possa "abborracciare qualche governo tecnico". Il ministro delle Riforme spiega quali sono questi rischi: il governo tecnico "farebbe una nuova finanziaria, farebbe saltare in aria tutti i conti dello Stato, farebbe una nuova legge sull'immigrazione e ci riempirebbero di nuovo di immigrati". Bossi, che afferma di parlare "a nome di milioni di uomini, milioni di veneti, gagliardi e forti, di lombardi, gagliardi e forti, di piemontesi", assicura che tutti "scenderebbero in piazza". L'obiettivo principale, in queste condizione, sono le elezioni. "Contro le truffe messe in piedi dal palazzo, non resta che via maestra. Il voto. E' il popolo che elegge i governi e i premier. Non li elegge il palazzo. Noi siamo bravi e buoni, però... che non ci rompano i coglioni".
Bossi: "No a governi tecnici Sono come l'anguria"

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